Il 24 settembre 2008, è stato celebrato l’Atto di Consacrazione della Repubblica Dominicana al Cuore Immacolato di Maria. L’Episcopato dominicano, in occasione della Festa della Vergine della Mercede, ha predisposto che l'Atto fosse recitato simultaneamente in tutte le Diocesi della Repubblica Dominicana. Il Cardinale Nicolás de Jesús López Rodríguez, Presidente della Conferenza Episcopale, lo ha celebrato nel Cerro de La Vega.
Meno male che esitono le religioni e che la fede aiuta gli uomini di buona volontà a salvaguardare la stabilità degli ordini democratici altrimenti in balia di proteste e possibili movimenti di lotta non pacifica. La Consacrazione della Nazione al Cuore Immacolato di Maria non è una formula magica,un seducente incantesimo, per risolvere i problemi del Paese, considerato che i dominicani devono lottare contro la violenza familiare, il narcotraffico, l’insicurezza e la corruzione che galoppa in un clima di totale impunità.
Lo stesso autorevole Cardinale López Rodríguez, durante la celebrazione dell'Atto non ha potuto fare a meno di condannare con fermezza la corruzione, l’immoralità, i crimini, la povertà ed in particolare il narcotraffico, considerato come un male perverso e disgraziato, reclamando maggiore impegno per affrontarlo e per proteggere la famiglia e la società dalla sua minaccia. Allo stesso tempo ha implorato Dio affinché aiuti a “perseverare nella fede cattolica a servizio di Cristo”, chiedendo l’avvento del “suo regno di giustizia, amore e pace e la forza del suo Spirito per vincere l’egoismo, l’odio, la malvagità e la bugia”.
Il Cardinale López Rodríguez ha chiesto inoltre l’intercessione della Vergine Santissima affinché protegga le istituzioni, ed in particolare la famiglia, i bambini e i giovani. Ha auspicato anche che si fortifichi la fede del Paese, incoraggiando la speranza per una Patria migliore, al fine di giungere ad una vera conversione come fedeli discepoli del Signore, formando comunità per essere missionari della nuova evangelizzazione. Ha alimentato, insomma, un clima di forte speranza.
A Santo Domingo l’Atto principale ha avuto luogo nella Cattedrale ed è stato presieduto dal Vescovo Ausiliare, Sua Ecc. Mons. Pablo Cedano. “In questa occasione – ha spiegato il Vescovo nella sua omelia - la Chiesa cattolica dominicana si mette in ginocchio davanti alla situazione del Paese, e prega per i delinquenti, i trafficanti di droghe, quanti sono implicati in questo commercio, per la povertà e per i danni causati dal maltempo”. Per il Vescovo, la situazione attuale non è molto diversa delle altre epoche difficili, perché sebbene “ora la guerra non si chiami ‘terza guerra mondiale’”, senza dubbio esistono altri conflitti: “le guerre di oggi sono fatte di scontri, droga, delinquenza, corruzione e pornografia, sesso, dall’avere a qualunque costo, contro la vita nascente, contro la famiglia e contro ogni essere umano che cammina per le strade nell’insicurezza”.
L’Arcivescovo emerito dell’Arcidiocesi di Santiago,infine, Sua Ecc. Mons. Juan Antonio Flores Santana, ha sottolineato la necessità di aggrapparsi al Cuore Immacolato di Maria per uscire dai mali attuali. “Il Paese dominicano deve pregare permanentemente l’Onnipotente, affinché liberi la famiglia dominicana da questi mali, portando la pace e la concordia”, ha affermato.
Autorevoli osservatori politici locali e analisti della stampa internazionale, hanno manifestato il proprio compiacimento per la iniziativa dello Episcopato Dominicano, considerato che la società dominicana vive momenti di difficile travaglio economico e culturale, e la consolazione e l'alimentazione di un clima di speranza aiuta ad acquistare un poco di serenità e fiducia in un futuro migliore. Vogliamo sperare che la Madonna si ricordi di concedere con generosità la necessaria benevolenza.
Ermanno Filosa - Italia chiama Italia
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