Tue, 21 Oct 2008 07:30:00 Santo Domingo: spunta un raggio di sole, anche per "gli scugnizzi" di Boca Chica - di Camillo Giulia
Istituzioni e privati assumono un'iniziativa coraggiosa per dare una Casa ai "ragazzi di strada" e combattere così la delinquenza minorile ed il diffuso degrado di strade e spiagge
di Camillo Giulia
“Contiamo sempre più bambini per le strade ed intendiamo dare loro un tetto”: questo l’accorato appello lanciato dalla Direzione generale del turismo di Boca Chica, ridente località balneare a pochi chilometri da Santo Domingo, raccolto dal responsabile dell’Associazione Commercianti, l’italiano Mario Farina dell’Hotel Mango e da altri esponenti della Comunità italiana residente, tra i quali spiccano anche due grintose imprenditrici, Carla Falavigna e Nicoletta Bascheri.
Il fenomeno degli “scugnizzi” dominicani risulta, infatti, particolarmente grave e, per certi versi, quasi più diffuso rispetto a quello che si può riscontrare nelle stesse favelas di Rio de Janeiro in Brasile o in altre zone povere del centro e del sud America. Oltre il 70 per cento di questi bambini di strada viene dalla periferia della Capitale, in particolare da Andrès (a pochi minuti dal centro di Boca), dove, nelle fatiscenti casupole di lamiera e cartoni, la luce e l’acqua - distribuite gratuitamente dallo Stato - sono erogate soltanto per alcune ore, e non tutti i giorni.
“Vagabondano per ragioni economiche, ma anche perché spesso, nelle loro stesse famiglie vengono maltrattati, picchiati, molestati, privati di pur minimi segni di affetto ed attenzione” rileva, con emozione, una ristoratrice della playa, che soggiunge “i bambini sono la fascia debole della società e non possono farsi sentire”. Ma, ora, i loro portavoce, nella ridente località di Santo Domingo, ci sono ed intendono dare, con coraggio, abnegazione e generosità, una Casa comune ai bambini vagabondi, che vivono sulle strade o nei portici delle case abbandonate”.
La struttura - che dispone di ampi saloni per la mensa, una scuola e camere ove trascorrere la notte - si trova nel centro della cittadina. In questi giorni alcune associazioni locali, ma anche molti italiani residenti a Boca Chica, si stanno impegnando per dotare questa struttura di generi alimentari, vestiario, oltre ai materiali indispensabili per arredare gli ambienti della Casa, che attualmente viene frequentata da una quindicina di bambini, alcuni dei quali vi pernottano, perché abbandonati dalle famiglie e soli al mondo.
Dobbiamo ammettere che per queste piccole “vittime” (anche se, in alcuni casi, la dura “vita di strada” li ha già resi scaltri e pericolosi delinquenti) l’iniziativa può essere il coronamento di un “sogno”, perchè nella struttura possono trovare cibo, abiti nuovi o, se usati, decorosi e puliti ed avere a disposizione insegnanti capaci di dare loro l’opportunità di imparare un mestiere. Purtroppo vi sono, come in tanti casi simili, ragazzi ribelli, non disponibili ad accettare questa nuova occasione di “vita” e che preferiscono restare sulla strada a scorrazzare e ad assalire la gente, soprattutto turisti, sulla spiaggia o nei negozi, a volte sotto gli stessi occhi della polizia, impotente di fronte a leggi che sono troppo spesso a favore dei minorenni che delinquono. Noi di Italia chiama Italia, da operatori della comunicazione, cerchiamo di dare notizia - come già fatto tante volte in passato per la stessa Repubblica Dominicana o per altre situazioni di degrado infantile sparse nel mondo - di queste storie di bambini o ragazzi che hanno la sfortuna di nascere in particolari quartieri, come le favelas, o in famiglie povere ove regna il disagio e la violenza, lasciati a sopravvivere in mezzo alla strada; e cerchiamo di farlo, pur nell’amarezza, dando corpo e visibilità a realtà che vengono troppo spesso trascurate dalle Istituzioni locali o, persino, taciute dalla maggioranza dei mass media.
Il ragazzino che spaccia la droga agli angoli delle strade, quello che spacca i vetri delle automobili, perché il parcheggio selvaggio non ha permesso ai vigili del fuoco di arrivare in tempo a salvare la sua casa, il bambino cresciuto in strada tra droga e pedofili, il giovane scippatore, quello di buona famiglia finito lì per una bravata e che viene disconosciuto dai propri parenti, il ragazzo costretto a rubare dal portafoglio del padre o della madre e così via, tutto questo viene da noi raccontato con grande onestà, senza certo pensare di riuscire a risolvere una piaga sociale, tremenda come questa, ma soltanto per contribuire a rendere partecipi tutti di una tragica realtà, di un grosso problema che da sempre colpisce soprattutto nei Paesi del Terzo mondo, ma, da qualche tempo, anche nelle grandi Metropoli del mondo occidentale.
La delinquenza minorile, è ovvio, non dovrebbe esistere; i bambini, i ragazzi dovrebbero vivere la loro adolescenza senza conoscere ciò che di brutto la vita riserva, ma sappiamo, purtroppo, che è un’utopia perché ad alcuni - sembra assurdo, ma è vero -, fa comodo così, altri chiudono gli occhi piuttosto che affrontare una realtà scomoda; e tutto continua, inesorabilmente, fino a che…, fino a che qualcuno, nella migliore delle ipotesi, non inizi, come in questa occasione, in uno dei più suggestivi scorci dei Caraibi, un percorso difficile, ingrato, ma altamente meritorio.
Speriamo che a Boca Chica, questo gesto di solidarietà, riconducibile alle Istituzioni e ad alcuni benemeriti privati, abbia successo e possa contribuire a ridare speranza e dignità a chi ne è stato privato, pur avendone pieno diritto.
Camillo Giulia - Italia chiama Italia
|