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Home / Rep. Dominicana / Haiti, il dramma dei bambini. E intanto le navi da crociera scaricano turisti
Mon, 18 Jan 2010 20:55:00

Haiti, il dramma dei bambini. E intanto le navi da crociera scaricano turisti




Circa cento piccoli potrebbero essere rimasti sepolti sotto le macerie del loro istituto a Leogane, a un'ora di viaggio a ovest di Port-au-Prince. Intanto, a pochi chilometri dall'epicentro della catastrofe, navi da crociera di lusso continuano ad attraccare in baie dalle acque cristalline dove, in spiagge private, i turisti fanno il bagno, o sorseggiano cocktail, o si divertono con le moto d'acqua. GUARDA IL VIDEO




 

TERREMOTO AD HAITI: TUTTE LE NEWS

Ad Haiti si continua a scavare tra le macerie alla ricerca di altri eventuali superstiti al terremoto che ha sconvolto l'isola. Circa cento bambini potrebbero essere rimasti sepolti sotto le macerie della loro scuola crollata a Leogane, a un'ora di viaggio a ovest di Port-au-Prince. Lo riporta la Cnn. Leogane, a pochi chilometri dall'epicentro del terremoto che ha colpito Haiti, è stata completamente distrutta. Intanto, il presidente della Commissione adozioni a distanza, Carlo Giovanardi, spiega come aiutare i bambini rimasti orfani e i rischi che si corrono con le adozioni: "Per loro le adozioni possono trasformarsi in un nuovo dramma".

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Dall'Ue sono partiti anche i primi aiuti economici: 122 milioni di euro subito e altri duecento a disposizione per la ricostruzione.

La Farnesina ha confermato la morte della seconda vittima italiana. Si tratta di un funzionario dell'Onu, l'agronomo fiorentino Guido Galli.

E giunge infine la notizia che ad Haiti navi da crociera di lusso continuano ad attraccare in baie dalle acque cristalline: gli armatori non cambiano itinerario.

IL TURISMO VA A GONFIE VELE Ad Haiti, a pochi chilometri dall'epicentro della catastrofe, con le sue decine di migliaia di morti, navi da crociera di lusso continuano ad attraccare in baie dalle acque cristalline dove, in spiagge private, i turisti fanno il bagno, o sorseggiano cocktail, o si divertono con i jet ski, le moto d'acqua. Lo racconta il Guardian, che pubblica in prima pagina l'immagine di una di queste navi alla fonda, accanto a una di un carretto carico di cadaveri che non trovano sepoltura al cimitero di Port au Prince.

E anche nella vicina Repubblica Dominicana, che condivide con Haiti l'isola Hispaniola, il 'business' turismo non ha avuto contraccolpi e va a gonfie vele, in particolare a Punta Cana, destinazione molto amata, tra gli altri, anche dagli italiani. 



La compagnia Usa affitta l'intera penisola nel nord di Haiti, coperta di foresta, con cinque spiagge da sogno: i passeggeri scendono, fanno il bagno, praticano sport, e comprano souvenir prima di tornare a bordo. La decisione di attraccare ha diviso i passeggeri.

Le navi portano anche alimenti per aiutare la popolazione, è stato precisato, e la Royal Caribbean ha detto che donerà tutto quel che spendono i passeggeri durante lo stop alle vittime del terremoto. Ma alcuni hanno detto che non scenderanno. Un passeggero si è detto "disgustato" dalla decisione di scendere a terra ad Haiti, e un altro, sul sito Cruise Critic, ha spiegato che "non mi posso proprio vedere a prendere il sole sulla spiaggia... mentre decine di migliaia di persone morte vengono ammassate lungo le strade e i superstiti cercano cibo e acqua. Era già difficile fare un picnic a Labadee prima del terremoto, sapendo che gli haitiani muoiono di fame. Non immagino come sia possibile ingozzarsi con un hamburger ora". 

Nella Repubblica Dominica, precisano d'altro lato i media locali, sul fronte turistico le cose sono proseguite come sempre. La scossa di martedì è stata avvertita chiaramente nel paese, non però nelle zone turistiche. Punta Cana si trova a 630 km da Port-au-Prince.

Il quotidiano locale 'Listin Diario' riferisce dell'inaugurazione di un nuovo 'Centro Punta Cana Fitness and Gym', festa alla quale, tra musica merengue e bibite, "hanno partecipato numerose personalità del paese". Sia in quella località sia in altri punti turistici "gli stabilimenti - hotel, resort, spiagge - non hanno subito danni", ha precisato qualche giorno fa il ministro ai trasporti, Javier Garcia.

Santo Domingo rimane comunque in prima linea nell'invio degli aiuti e di personale a Port-au-Prince. Lungo il confine, ormai da giorni numerosi ospedali e strutture sanitarie lavorano a pieno ritmo nell'accoglienza e la cura dei feriti haitiani. I porti e gli otto aeroporti del paese, tra i quali quelli di Santo Domingo, Punta Cana, Barahona e El Higuero, sono sempre rimasti aperti e, anzi, hanno fin dal primo momento - aggiungono le autorità - hanno fatto da base per gli aiuti destinati a Port-au-Prince

Partiti oggi i primi aiuti dei Comuni italiani È partito oggi da Malpensa il primo volo, organizzato dal Comune di Milano attraverso la Protezione civile, che dopo aver caricato i materiali raccolti dal capoluogo lombardo e dal Comune di Genova, ha fatto scalo a Roma per caricare gli aiuti messi a disposizione dal Campidoglio. Gli aiuti raccolti dai Comuni consistono principalmente in medicinali di primo soccorso, potabilizzatori e sacche per le salme. Gli aiuti raccolti da tutti gli altri Comuni saranno inviati con le prossime spedizioni che saranno organizzate d’intesa con il dipartimento della Protezione civile. Nel frattempo l’ufficio Protezione civile dell’Anci continua a operare in collaborazione con il dipartimento nazionale della Protezione civile e in raccordo con i Comuni. Come deliberato dal comitato direttivo dell’Anci, è inoltre già operativo un conto corrente dedicato per accogliere e favorire il contributo di tutti coloro che intendono impegnarsi per i soccorsi e il sostegno a chi è stato colpito dalla tragedia. La raccolta di fondi sarà canalizzata sul conto corrente intestato ad Anci- Solidarietà, IBAN: IT27A 06230 03202 000056748129. I Comuni che volessero contribuire dovranno specificare, nella causale della donazione, ‘Emergenza Haiti’.

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