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Tue, 19 Jan 2010 08:10:00

Haiti, Gente d'Italia in prima linea




Non poteva essere che Gente d'Italia, il quotidiano delle Americhe diretto da Mimmo Porpiglia, la testata più vicina e documentata sul terremoto che ha devastato il Paese più povero dell'America Latina, uno dei più poveri del mondo.

Italia chiama Italia







TERREMOTO AD HAITI: TUTTE LE NEWS

Grande esempio di informazione italiana all'estero, Gente d'Italia è considerato il Corriere della Sera oltre confine; grande esempio di quella che viene chiamata informazione di ritorno.

Mimmo Porpiglia,  gia' console di Haiti in Italia, e' intervenuto nei tiggì fin dalle prime ore successive alla catastrofe, in collegamento da Miami. Intervistato in diretta da Rai Uno e da Skytg24, e' stato il primo a parlare di "un'apocalisse, case sbriciolate, strade interrotte; non c'e' luce ne' acqua, la gente vaga per le strade senza meta, come impazzita".

E ad Haiti Porpiglia ci e' andato di persona, il giorno dopo la tragedia: da lui la triste notizia della prima vittima italiana, da lui gli avvertimenti sulla pericolosità delle bande di sciacalli pronti ad uccidere per procurarsi cibo.

Una grande testata, quella di Porpiglia, che rende onore a tutta l'informazione dedicata agli italiani nel mondo, a tutta l'editoria italiana all'estero.

Gente d'Italia e la tragedia di Monongah

Se parliamo di Gente d'Italia non possiamo dimenticare che proprio il quotidiano diretto da Mimmo Porpiglia ha 'scoperto' la tragedia di Monongah, dove persero la vita centinaia di persone. Il 6 dicembre 1907 un’esplosione nelle gallerie uccise anche tanti nostri connazionali. La battaglia di Gente d'Italia per fare conoscere - e riconoscere, da parte dello Stato italiano - quella tragedia, fu grande: ma alla fine "ci siamo riusciti. Finalmente. Dopo tre lunghi anni, centinaia di articoli, inchieste e «battaglie» mediatiche di Gente d’Italia, lo Stato italiano arriva finalmente a Monongah. Per commemorare ed onorare quei poveri resti sepolti cento anni fa su quella lunga striscia di terra senza croci, senza lapidi, senza nomi". A scrivere è lo stesso Mimmo Porpiglia, che in un suo articolo continua: "Il nostro compito è terminato. Ora spetta alla politica, al governo, allo Stato tributare i giusti onori a quei poveri disgraziati che il 6 dicembre del 1907 entrarono senza volerlo nella storia".

Noi conoscevamo già l'autorevolezza e la professionalità del direttore di Gente d'Italia, ma siamo contenti che sia arrivata al grande pubblico la testimonianza di un giornalista vicino a quei territori e particolarmente sensibile al destino di quelle popolazioni. E certo le sue cronache quotidiane da quell'inferno potranno costituire un continuo stimolo per le coscienze, quando tra qualche tempo i potenti della terra, che si muovono solo in circostanze eccezionali, chiuderanno ancora gli occhi dinanzi alla povertà atavica e al caos politico che il terremoto, nella sua crudeltà, ha mostrato al mondo.   

Anche Italiachiamaitalia.com non resta indietro: attraverso un ponte immaginario fra Roma e Santo Domingo, la nostra squadra sta coordinando le iniziative a favore della popolazione haitiana colpita dal sisma, in collaborazione con il Comites di Santo Domingo e i principali esponenti della comunità italiana residente nell'isola Hispaniola. Continuate a seguirci.


Italia chiama Italia


















































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