La terra torna a tremare ad Haiti. Una nuova scossa di magnitudo 6.1 della scala Richter ha ripiombato nel terrore un Paese ancora sconvolto dalla violenza del sisma del 12 gennaio scorso, che ha provocato centinaia di migliaia di morti e lasciato senza casa circa 1,5 milioni di persone.
L’epicentro è stato localizzato una cinquantina di chilometri ad ovest della capitale Port-au-Prince e a una profondità di circa dieci chilometri. Non è seguito nessun allarme tsunami. Molti edifici danneggiati dalla scossa di otto giorni fa sono crollati e si teme vi possano essere nuove vittime.
Prosegue intanto senza sosta il lavoro dei soccorritori, che da giorni scavano sotto le macerie alla ricerca di sopravvissuti. E proprio oggi sono stati estratte vive altre quattro persone, tra cui una donna di 69 anni ritrovata tra le macerie di una chiesa di Port-au-Prince. Cresce l’ansia per la sorte di alcuni italiani che ancora risultano dispersi. Due finora le vittime accertate, mentre dalla Farnesina si esprime “serissima preoccupazione” per altri due connazionali. Sono invece due le segnalazioni di persone, apparentemente in zona, ancora da riscontrare. Segnalazioni – fanno sapere dal ministero – che risultano così indeterminate da far ritenere che riguardino individui non effettivamente presenti ad Haiti.
Sempre più imponente lo sforzo della comunità internazionale, Italia in prima fila, per soccorrere la popolazione colpita dal sisma, anche se non sono mancate polemiche sul coordinamento nella distribuzione degli aiuti, complicato dalle condizioni sul terreno. Tensioni si sono registrate tra Francia e Stati Uniti, con il governo di Parigi che aveva persino accusato il governo di Washington di aver “occupato” il Paese caraibico. E si è reso necessario un intervento del presidente Nicolas Sarkozy per minimizzare l’impatto di tali dichiarazioni. Chi invita tutti ad una risposta rapida ed efficace è il presidente di Haiti, Rene Preval, che in un’intervista a una radio francese sottolinea le difficoltà di distribuzione degli aiuti. “Gli aiuti arrivano molto velocemente – ha riferito il capo dello Stato del piccolo Paese caraibico -, ma quando arrivano, il vero problema è: dove sono i camion per trasportarli? E dove sono i depositi?”.
TERREMOTO AD HAITI: TUTTE LE NEWS
Il governo italiano ha intanto annunciato che sarà il sottosegretario alla Protezione Civile Guido Bertolaso a gestire la macchina degli aiuti predisposti dal nostro Paese. E il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ne ha oggi ricordato il motivo principale, “l’expertise straordinaria dimostrata a L’Aquila”. “In cinque mesi e mezzo – ha sottolineato oggi il titolare della Farnesina - abbiamo distribuito case perfettamente abitabili a decine di migliaia di persone. È chiaro che nelle prossime settimane il problema lì sarà questo: realizzare case. E l’indicazione di Bertolaso sarà quella di un modello esemplare che tutto il mondo ci ha invidiato. Questo è il contributo unico che può dare l’Italia”. Ai microfoni di Sky Tg24 Frattini ha poi voluto “incoraggiare atti di solidarietà come le adozioni a distanza” e “proporre un coordinamento internazionale e ancor prima europeo per vigilare su questi bambini e impedire che scompaiano”.
Il titolare della Farnesina Aiuti italiani, Frattini: L'esperienza di Bertolaso può fare molto anche ad Haiti
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