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Londei (Secondoprotocollo): "Stiamo facendo l'impossibile"
Fri, 04 Jan 2008 08:35:00 Londei (Secondoprotocollo): "Stiamo facendo l'impossibile"
 Valentina e Maurizio sono stati arrestati un paio di settimane fa ai Caraibi |
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"Ci stiamo muovendo per ottenere maggiore attenzione anche per coloro che sono giudicati colpevoli o sono rei confessi"
Il caso di Valentina Palladino, l'italiana di 21 anni arrestata a Santo Domingo perchè trovata in possesso di 100 grammi di cocaina (Repubblica Dominicana: Valentina, italiana arrestata per droga), ha attirato l'attenzione di diverse associazioni locali, nonchè delle istituzioni diplomatiche italiane che si stanno dando da fare per cercare di aiutare Valentina nel miglior modo possibile.
Franco Londei, dell'organizzazione Secondo Protocollo, si è messo fin da subito in contatto con noi di Italia chiama Italia e ci ha fatto sapere di essere a disposizione per qualsiasi cosa.
"A proposito di Valentina - ci ha fatto sapere Londei - ci stiamo muovendo per ottenere maggiore attenzione anche per coloro che sono giudicati colpevoli o sono rei confessi. Il Protocollo di Strasburgo in questo caso non è stato riconosciuto dalla Repubblica Domenicana - ha spiegato - e prevede comunque tempi lunghi (giudizio definitivo e pena scontata almeno per un terzo). Sarebbe necessario quindi attivare la politica affinche si ottengano tempi di giudizio ragionevoli e quanti più accordi bilateri che consentano a chi è giudicato colpevole di scontare la pena in Italia magari in un centro di recupero se sono affetti da problemi di tossicodipendenza". "Per quanto riguarda Maurizio (l'altro italiano arrestato insieme a Valentina) stiamo cercando di dirottare un nostro dipendente (l'avv. Delponte) che attualmente si trova negli Stati Uniti a Santo Domingo nella speranza che riesca a parlare con lui e con i suoi avvocati. Non garantiamo di riuscirci in quanto Delponte ha tempi molto ristretti e molti impegni negli USA ma dovremmo riuscire a mandarlo a Santo Domingo tra una decina di giorni. Nel frattempo ci sarebbe molto utile poter parlare con i famigliari dei due detenuti. Ci risulta che la famiglia di Valentina abbia contattato una sola volta anche noi per sapere come avere un aiuto di tipo finanziario. A quel contatto non ne sono seguiti altri. Nel ribadire la nostra completa disponibilità rimaniamo in attesa", ha concluso Franco Londei.
Da parte nostra, sappiamo che la famiglia di Valentina ha già cercato un ulteriore contatto con l'organizzazione Secondoprotocollo: nei prossimi giorni potremo dirvi di più.
E' giusto ricordare che le istituzioni diplomatiche italiane presenti sul luogo si sono messe in moto fin da subito: il Console Del Pero ha già visitato Valentina in carcere. Purtroppo Del Pero è ancora fuori dal Paese e quindi non è stato possibile saperne di più. Ma appena il Console sarà tornato, ci metteremo in contatto con lui e vi faremo sapere.
Anche Nino Lancella, Segretario del Comites RD, e Paolo Dussich, Vicepresidente Comites e Delegato Nazionale Ctim, hanno incontrato in carcere Valentina: "Era molto scossa", ha raccontato Dussich a caldo. "Mi è sembrata molto nervosa. E' comprensibile, del resto: una giovane di 21 anni che si ritrova a passare le Festività di Natale in quelle condizioni...Non è facile". Per quanto riguarda le condizioni fisiche della ragazza, il Vicepresidente del Comites ha detto di non aver notato nulla di strano: "era ok, fisicamente a posto: si lamentava del cibo, ogni sera a cena le danno riso e salame fritto. Mi ha detto che non ne poteva più...Ma qui nella Repubblica Dominicana le carceri sono così". "La sua speranza - ha concluso Dussich - è che le facciano scontare la pena in Italia".
Nino Lancella è andato il giorno di Natale a visitare le donne italiane in carcere, e a pranzare con loro: Valentina però non è potuta scendere in mensa. Ha tuttavia chiesto ad un'altra detenuta italiana di consegnare a Lancella delle lettere che lei aveva scritto alla sua famiglia. Lancella ha queste lettere e si è già messo in contatto con la famiglia di Valentina per mandarle in Italia appena possibile.
Ci auguriamo tutti che la vicenda dei nostri due connazionali possa risolversi in maniera positiva. Ne riparleremo ancora, e vi continueremo ad aggiornare su eventuali sviluppi. Italia chiama Italia

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