Come molti lettori sanno, a Boca Chica, una delle più belle e suggestive spiagge della Repubblica Dominicana a qualche decina di chilometri dalla Capitale, ci sono molti stabilimenti-bar-restaurant, ognuno con le proprie peculiarità, ma tutti, o quasi, gestiti da italiani che, scelta come residenza questa località marina, hanno deciso di dedicarsi a questa attività da alcuni decenni.
E’ proprio questa “piscina nell’oceano” ad offrire diversi splendidi scorci del mare e ad offrire quindi servizi di buona qualità ai turisti, italiani ed europei in genere, ma anche a tanti americani che vi soggiornano per prendere il sole e per fare il bagno.
Uno dei più noti stabilimenti ed anche più frequentati, un tempo, soprattutto dai turisti italiani, oltre all’accogliente Sporting del simpatico calabrese Michele, all’ottimo Colibrì del partenopeo Bruno, al riservato Pesciolino della napoletanissima “supercuoca” Rita, era “Il Gabbiano”. Ebbene, questa struttura è stata in poche ore privata di tutti gli arredi e, quasi, rasa al suolo. Non certamente da un uragano (che pure, da queste parti, sono frequenti, in particolare, nel periodo delle piogge), ma da alcuni agenti incaricati dal Tribunale che, arrivati di buon mattino con dei camion, hanno letteralmente svuotato lo stabilimento di tutte le attrezzature balneari e della ristorazione (tavolini, sedie, arredi di cucina, generi alimentari, incluse stoviglie, i frigoriferi, la cassa e pur’anche il televisore), cui i clienti, ogni giorno - in specie durante la gestione di Enrico - facevano riferimento per prendere la tintarella, ma anche per mangiare uno spaghetto aglio-olio e peperoncino, un pesce fresco, un’aragosta o una pizza capricciosa e per vedere le immagini del telegiornale italiano o le partite di calcio, attraverso i canali satellitari.
Tra l’altro, terminato il raid “ufficiale”, svariati “personaggi locali”, i cosiddetti “busconi” - in genere, dediti a dubbie e non proprio legittime attività sulla spiaggia e nelle zone circostanti - nottetempo, hanno completato l’opera, portando via sdraio, lettini ed ombrelloni, ma anche rompendo e sradicando addirittura parti del pavimento e delle pareti in legno ed in canna di bambù.
Questo infatti è l’epilogo, scontato e triste - soprattutto per il personale impiegato nelle cucine, nella zona restaurant e per gli addetti alla spiaggia – a cui è giunta la vicenda di una recente gestione “fallimentare” dello stabilimento, durata poco più di un anno, da parte di una famiglia albanese, che l’aveva rilevata dal bravo, simpatico proprietario, Enrico, toscano purosangue, allorchè questi aveva deciso di dedicarsi ad altra attività imprenditoriale nella Capitale, con la produzione e la commercializzazione di frutta tropicale.
La prospettiva ora è che l’area venga acquisita e recuperata dal vecchio proprietario e da lui o da altri ripristinata.
Se lo augurano fortemente tutti i residenti di Boca Chica, ma ovviamente anche il personale rimasto tragicamente “disoccupato” (dalla brava ed efficiente Milka alla dolce, infaticabile Yanelis, dal loquace bagnino Valentino al tutto-fare Carlos, alle cuoche ecc.) e, soprattutto, quanti hanno, in passato, trascorso tante ore serene, di relax e di vacanza, in questa “gloriosa” struttura balneare dominicana.
Camillo Giulia – Italia chiama Italia