Esecuzioni di massa in Iran. Il procuratore di Teheran Said Mortazavi ha confermato che 29 detenuti sono stati impiccati oggi nel carcere di Evin, a nord della capitale iraniana.
"Tutti gli imputati - ha detto Mortazavi al sito della televisione di Stato Irib - avevano precedenti penali ed erano coinvolti in crimini che prevedono la pena capitale, come l'omicidio e il traffico di droga". Grazie a queste esecuzioni, ha sottolineato il procuratore, "renderemo Teheran il posto meno sicuro per assassini e trafficanti di droga".
Dall'inizio dell'anno sono state eseguite 290 condanne a morte in Iran, che continua a essere insensibile agli appelli della comunità internazionale per una moratoria sulla pena di morte.
Ventinove persone condannate a morte con diverse imputazioni, quindi, tra le quali l'adulterio, sono state giustiziate oggi. Si tratta della più numerosa esecuzione che avviene nella repubblica islamica dopo l'approvazione, da parte delle nazioni unite, della moratoria contro la pena di morte.
Nelle ultime settimane la polizia iraniana ha arrestato decine di persone in un giro di vite contro i "comportamenti immorali" nella repubblica islamica, spesso criticata dall'occidente per violazione dei diritti umani.
Secondo la Sharia, la legge islamica in vigore in Iran a partire dalla rivoluzione del 1979, sono punibili con la morte i reati di omicidio, adulterio, stupro, rapina a mano armata, apostasia e spaccio di droga.
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