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Home / Mondo / Elezioni Americane: Barack Obama e la propaganda del Messia – di Rafael Bassoli
Tue, 12 Aug 2008 07:30:00

Elezioni Americane: Barack Obama e la propaganda del Messia – di Rafael Bassoli




“Obama sembra molto bravo quando parla di quello che vorrebbe per i bambini poveri delle grandi città americane, o dei problemi della sanità del suo Paese, ma sarà capace di gestire la politica e gli equilibri mondiali come si spera che un presidente americano possa fare?”

di Rafael Bassoli


In politica, tanti sono i fattori che possono portare all’ascesa di un nuovo leader al potere. Tante sono le variabili possibili e tante possono essere le sorprese. In ogni modo, esiste un fatto in speciale che viene rappresentato da una parolina di origine tedesca che è diventata parte di tutte le lingue occidentali ed è rimasta con il suo significato immutato: propaganda. La propaganda è una parola antica come l’atto a cui si riferisce, segno che l’attività di persuasione di persone verso un’ideologia o un personaggio politico non è privilegio dei nostri tempi.

La propaganda in un’elezione e in politica in generale è fondamentale. Quando ben eseguita, la propaganda fa veramente la differenza, fa sì che il nero diventi bianco, che la bugia diventi verità e che un fatto mai accaduto diventi assoluta certezza per tutto un popolo.

Non starò qui a citare gli esempi più noti nella storia moderna dell’umanità in cui la propaganda è stata l’arma principale di politici e partiti in periodi più o meno importanti. Fatto è che la propaganda esiste ed esisterà sempre e questo non è un problema, sempre che la propaganda politica sia utilizzata per persuadere sì, ma in un modo onesto e pulito, ma mai come una forma per  ingannare gli elettori.

Un bel lavoro di propaganda a cui stiamo assistendo in questi ultimi mesi è senza dubbio quello del senatore americano Barack Obama. Iniziato come uno sconosciuto che provava a contrastare la allora considerata invincibile senatrice Hillary Clinton, il sig. Obama non aveva molto da perdere e allora ha giocato tutto ciò che aveva in un bel lavoro di propaganda e marketing personale che l’ha trasformato in un simbolo. Che il senatore Obama sia stato un uomo povero che con lavoro e onestà abbia conquistato la posizione di uomo politico di rispetto, non dubito; che lui sia un difensore dei più poveri e che abbia un buon cuore, neanche, ma da un po’ di tempo è palese lo sforzo dell’entourage di Obama per farlo sembrare un messia in Terra e lì la cosa inizia a turbarmi un po’.

L’attuale stadio della campagna elettorale americana vista dagli occhi della propaganda di Obama sembra una crociata del bene contro il male, dove Obama è un uomo perfetto, buono, nero, ex-povero, contro la fame, contro la guerra, quasi un santo. Dall’altra parte c’è McCain, un repubblicano, uomo del partito di Bush, il signore della guerra, uomo cattivo e nemico dei bambini, dei poveri e di chissà chi altro.

Non che mi piaccia Bush, anzi, è ovviamente molto poco preparato per la carica che occupa e ha fatto un governo penoso, ma tutte le volte che analizziamo una situazione in una forma semplicista come questa, mi domando se non c’è qualcosa che non va. Il recente viaggio di Obama nel medio oriente e in Europa (non è venuto in Italia però, segno della perdita di importanza del nostro Paese nella scena internazionale) e le folle che l’hanno accompagnato in posti come Berlino, dovrebbero fare pensare un po’ alle persone. Come mai migliaia di berlinesi sono andati a vedere un forse futuro presidente degli Stati Uniti come se fosse una rockstar o il Papa? Avevano speranza, tutti lì credevano veramente che Obama fosse la risposta per i mali del mondo, che con lui al potere una “new wave” di pace e bontà sarebbe caduta sulla Terra. Ma sarà veramente così?

A parte le notizie “propagandistiche” che leggiamo ogni giorno sui giornali con delle belle foto di Obama vicino al suo motto “Change”, se prestiamo attenzione a quello che dice, alle sue idee, vediamo che questo simpatico signore potrebbe non essere il messia che tutti credono. Finora l’ho visto molto preoccupato nella difesa degli agricoltori americani, con protezione dei mercati domestici americani, nel ritiro delle truppe yankee dall’Iraq, ma nulla di questo sarebbe un segno di cambiamento dei tempi per il resto del mondo come molti credono. Il sig. Obama è chiaramente contrario al libero commercio fra le nazioni e, con lui al potere, l’economia americana potrebbe chiudersi ancora di più, con conseguenze disastrose per il resto del mondo. Non solo, Obama sembra molto bravo quando parla di quello che vorrebbe per i bambini poveri delle grandi città americane, o dei problemi della sanità del suo Paese, ma sarà capace di gestire la politica e gli equilibri mondiali come si spera che un presidente americano possa fare? Dai suoi discorsi, non è sembrato.

Forse è ancora troppo presto per avere un giudizio finale sulla persona di Barack Obama, ma il fatto che la sua propaganda sia molto più concentrata sul mostrarlo come il salvatore dell’umanità invece  che di parlare apertamente su che cosa intende fare per i veri problemi del mondo, non ci aiuta a capire chi veramente sia questo giovane senatore che potrebbe guidare il più poderoso Paese al mondo e, di conseguenza, il mondo stesso. Speriamo che la campagna elettorale americana sia più approfondita nei prossimi mesi e che il popolo americano sappia giudicare e capire la differenza fra la propaganda e ciò che c’è  dietro.

Rafael Bassoli – Italia chiama Italia

rbassoli@italiachiamaitalia.com


















































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