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Una cosa è certa: l’ONU e la Comunità Europea sono solo un bluff mondiale che ha come unico scopo tacitare i fervori ardenti e l’esibizionismo di qualche signorotto locale, imponendogli, anzi, facendo finta di imporgli dei limiti internazionali, di castigarlo (a parole), di redarguirlo aspramente additandolo al pubblico ludibrio, ma, sostanzialmente, lasciandogli perseguire quello che si era messo in mente di finalizzare, in quanto la rete globale degli affari non può certo bloccarsi.
Poiché tutte le nazioni che contano hanno rapporti economico-finanziarii con il resto del mondo, nessuno vuole mettere in forse un accordo, magari lungamente contrattato, tra le parti, solo per condannare una pazzia di un leader carismatico, che si è assunto il ruolo (atavico) di difensore, gendarme e protettore di una propria etnia o di una amica allocata in uno stato limitrofo.
C’è da restare esterrefatti di fronte al silenzio assoluto dell’ONU e dell’Europa in occasione dell’occupazione militare preceduta da bombardamenti aerei, della Georgia da parte della Russia.
Il lupo perde il pelo, cioè la falce ed il martello, ma non il vizio, cioè quello di correre in armi in aiuto dei popoli “fratelli”, con la scusa della loro tragica situazione dovuta a vessazioni perpetrate dall’occupante. E di fronte a questa ennesima prova di genocidio internazionale (tale è nei confronti della popolazione inerme ed impreparata) il resto del mondo occidentale “cerca” di far “ragionare” l’occupante russo, dicendogli di star buono, ma stando attenti a non inasprire i rapporti in quanto il neo ducetto si potrebbe adirare e mostrare il brutto muso.
E’ talmente ovvio che l’attacco russo fosse tutto preordinato, dovendo sfruttare l’inizio delle Olimpiadi, periodo durante il quale tutte le popolazioni cercano di mostrare il lato fraterno e di comprensione mondiale, che tale manovra d’invasione assume dei connotati veramente diabolici. E’ talmente ovvio, che nessuno dei leaders mondiali o politici di qualsiasi tendenza partitica si è sognato di avanzare - in quanto se qualcuno avesse manifestato questa impressione - la presa di posizione consequenziale sarebbe dovuta essere un ritiro delle rappresentanze diplomatiche dalla Russia, in quanto responsabile di un ignobile premeditato, programmato attacco invasivo in uno stato straniero. Il boicottaggio totale sarebbe dovuta essere la prima forma diplomatica di rappresaglia, per arrivare a ferme minacce d’ordine internazionale.
Come si potrebbero altrimenti definire il bombardamento delle zone nei pressi della capitale Tiblisi se non un cruento, volontario, atto di guerra? Me lo dica qualche fautore dei soliti dialoghi pacifisti con i terroristi mondiali.
Roberto Pepe – Italia chiama Italia