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Home / Mondo / Il PD di Veltroni e il DP di Obama: solo le sigle sono simili - di Massimo Seracini
Mon, 01 Sep 2008 08:00:00

Il PD di Veltroni e il DP di Obama: solo le sigle sono simili - di Massimo Seracini


Democratico


“C’e’ un abisso che divide il Democratic Party e il Partito Democratico”




Le agenzie riportano che una folta delegazione del PD con Veltroni in testa ha partecipato alla Convention di Denver del Democratic Party, che ha nominato il ticket presidenziale Obama-Biden.

Rimango sconcertato dalla faccia tosta di questo partito e di questi signori che oggi lo dirigono, che e’ composto da una maggioranza di sinistra che raccoglie l’eredita’ del vecchio PCI e del defunto DS e che nel 2006 vinse un’elezione in Italia e nel mondo sotto la bandiera dell’arcobaleno, che tuttora oggi simboleggia “l’anti-americanismo” piu’ sviscerato!

Il “camaleontismo della politica italiana” e’, purtroppo, una caratteristica tutta nostrana, ma arrivare ad andare a ossequiare Obama, i Clinton e perfino i Kennedy, come si legge nei resoconti dei media, e’ veramente una presa in giro verso gli italiani che sono aggiornati sistematicamente da una propaganda di sinistra, che gli Stati Uniti sono “ il nemico e non l’amico”, come Veltroni and Company cercano ora di vendere alla gente, per darsi una credibilita’ “democratica a stelle e striscie”.

C’e’ un abisso che divide il Democratic Party e il Partito Democratico, come questi signori avranno constatato di persona, se avranno usato onesta' intellettuale nel seguire gli interventi alla Convention non solo dei leaders, ma soprattutto della gente comune a cui e’ stata data la parola per esprimere le loro preoccupazioni e la loro fiducia “nel cambiamento”.

Avranno sicuramente notato, come il resto del mondo, l'esercizio di democrazia diretta che il nostro PD deve ancora imparare e mettere in pratica se vuole, anche lontanamente, assomigliare al DP Americano.

Ma e’ il concetto stesso della politica e dell’orgoglio nazionale (che qui vuol dire amare il proprio paese, che e’ lo stesso di chi vota repubblicano, ndr.) che e’ stato mostrato al mondo di fronte ad una platea di 80.000 persone entusiaste, in maniera chiara, semplice, diretta e non nel politichese nostrano, che qualifica il processo politico di questo grande paese dal resto del mondo, che e’ distante anni luce dall’ingessatura della casta politica italiana che chiude e non apre alla partecipazione della gente e non permette nemmeno il voto di preferenza, di cui a Denver e' stata celebrata l'apoteosi, con il secondo arrivato (la Clinton) che ha concesso la vittoria e si e' messa a disposizione di Obama.

Quando mai vedremo in Italia qualcosa di simile? Veltroni e seguito spero che siano rimasti abbastanza sconvolti, ma sarebbero dovuti andare prima a vedere un consiglio comunale di una qualsiasi cittadina statunitense per capire e constatare il livello e la qualita' della democrazia di questo paese, che arriva a nominare per la piu' alta carica politica del mondo, il vincitore di una battaglia politica entusiasmante basata su valori e principi e "commitments" verso la parte piu' povera e bisognosa del popolo americano, invece di partecipare ai sontuosi rinfreschi dei Kennedy. E avrebbero capito quanto ancora c’e’ da galoppare in Italia per avere una democrazia compiuta!

Non confondiamo “fischi per fiaschi” (come si dice nella mia Firenze). Il PD e’ una creazione artificiale voluta da un gruppo di notabili e rivenduta al popolo di sinistra come la quint'essenza della democrazia del ventunesimo secolo, la "novità" dello scenario politico italiano, che in questi giorni celebra la sua prima Festa Nazionale, sulla falsariga di decenni di Feste dell'Unita' (alla faccia proprio della...novita'), mentre il DP e’ un organizzazione di volontari che permette a chiunque di emergere ed arrivare a diventare un...Obama!


Massimo Seracini – Italia chiama Italia



















































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