Ike, Gustav, Hanna, ma anche Sarah: questi i nomi degli “uragani” che si stanno abbattendo violentemente, in questi ultimi giorni, sulle Americhe.
Ma, mentre con i primi tre nomi ci riferiamo a tremendi fenomeni climatici, a quelle tempeste tropicali che, formatesi in alcune regioni oceaniche, hanno seminato e stanno seminando (tu lo sai bene, caro Ermanno!) terrore, distruzione e morte nelle isole del Centro America, con il nome Sarah il nostro pensiero va a Palin, un fenomeno “umano”, molto simile ad un uragano per la sorpresa, la violenza che ha avuto il suo impatto sui mass media, ma soprattutto sui politici di sinistra - americani ed internazionali - facendoli molto arrabbiare, anzi, meglio dire, “incazzare di brutto”.
Così come al loro passaggio, le attuali sconvolgenti tempeste tropicali in pochi giorni hanno causato la morte di migliaia di persone a Santo Domingo, Cuba e ad Haiti, delle quali diverse centinaia nella sola città di Gonaives, sommersa da metri d'acqua e fango, l’uragano Sarah Palin, candidata alla vicepresidenza degli Stati Uniti nel ticket presidenziale repubblicano, che la vede al fianco del John McCain 44 anni, Governatrice dell’Alaska e madre di cinque figli, è stata l’unica, vera, esplosiva “novità”, l'outsider che è riuscita a galvanizzare, in un giorno, l’attenzione di tutto il mondo sulle imminenti elezioni presidenziali.
Ed ancora, mentre le tempeste tropicali hanno preso corpo in regioni oceaniche, che coincidono con la zona delle calme equatoriali o di convergenza intertropicale, nel Minnesota, a St. Paul, sede della Convention dei Repubblicani, la bella e grintosa governatrice dell'Alaska Sarah Palin ha conquistato il cuore dei delegati alla Convention di St.Paul, che ha ufficialmente nominato John McCain candidato alla Casa Bianca. La governatrice dell'Alaska si è dimostrata una buona oratrice e ha scatenato applausi ed ovazioni 'a scena aperta' attaccando i democratici e la stampa e trasformando a suo favore il presunto 'scandalo' della figlia Bristol 17enne incinta, presentandosi sul palco con l'intera famiglia.
Questo esordio al “fulmicotone” ci riporta alla memoria la discesa in politica, nel 1994, di Silvio Berlusconi e, più lontana nel tempo - nel 1975 - di Margaret Thatcher, anche perché, come questi, la Palin, con il suo discorso, è riuscita, nello stesso tempo, ad incantare non solo i suoi fans di Partito, ma l’Occidente in genere, mentre ha preoccupato moltissimo, al di qua ed al di là dell’oceano, tutti coloro, politici e commentatori, che hanno compreso che si è presentato un vero e proprio “ciclone” sulla scena politica statunitense, evento che potrebbe costituire davvero la “carta vincente” del senatore dell'Arizona McCain.
Naturalmente, questi soloni e “fighetti” (come li ha definiti Nicholas Farrell, nel “ritratto” su Libero) della sinistra in America ed in Europa, hanno reagito, come sempre fanno, con “critiche isteriche e gossip maliziosi”, alle quali Sarah, partita subito al contrattacco, con calma e naturalezza, ha osservato: “Non sono un membro dell'establishment politico permanente ed ho imparato rapidamente, in questi ultimi giorni, che se non sei un membro dell'elite di Washington, allora alcuni media ti ritengono un candidato inadatto solo per questa ragione”. Ed ha poi meglio chiarito: “Ecco una notizia per tutti questi giornalisti ed analisti: non andrò a Washington perchè loro abbiano un'opinione positiva su di me, ma vi andrò per servire e difendere il popolo di questo Paese”, concludendo, poi, “in politica, ci sono candidati che utilizzano il cambiamento per promuovere la loro carriera, come il candidato democratico Barack Obama; ma ci sono quelli, come John McCain, che usano la carriera per promuovere il cambiamento”.
Che determinazione e che esordio!
La Convention repubblicana ha fatto quindi decollare nei sondaggi John McCain, che è dato alla pari, dalla Cbs e dal New York Times, con il rivale democratico Barack Obama, dall'ultima rilevazione effettuata nei primi tre giorni della Convention. McCain e Obama sono ora infatti in perfetta parità al 42 per cento. Nel precedente fine settimana lo stesso sondaggio assegnava al senatore dell'Illinois un vantaggio di 8 punti (48-40%). Sulle ultime rilevazioni ha pesato pertanto il seguitissimo discorso fatto dalla candidata alla vicepresidenza, discorso che ha galvanizzato la platea ed è stato seguito da 37,2 milioni di americani in diretta tv (Agi).
Insomma la “pitbull con rossetto”, come Sarah stessa si è autodefinita, è riuscita a “bucare” ed a convincere anche per la sua figura di moglie e di madre di una “famiglia normalissima”, tipicamente statunitense; una donna che si è proiettata come un “tornado” sulla ribalta delle elezioni americane, una novella Margaret Thatcher, la “Lady di ferro” della destra inglese, così chiamata per il suo polso fermo e per la decisione con cui ha portato aventi le sue riforme, una dama di ferro che ha saputo assumere, in momenti critici per il suo Paese, attraverso la “purga thatcheriana”, decisioni forti e coraggiose, quali la deregolamentazione del lavoro e dei mercati del capitale, la privatizzazione di industrie nazionalizzate, che lo Stato britannico aveva assunto come risultato della depressione economica e dell'ideologia socialista, ma ha anche il merito di aver restituito ai suoi concittadini l'orgoglio di essere inglesi, impegnandoli addirittura in una guerra contro l'Argentina a difesa delle isole Falkland.
Ebbene, Sarah Palin fa ben sperare per il futuro del mondo occidentale, e in caso di vittoria del non più giovanissimo McCain, lei stessa potrebbe trovarsi ad un passo dalla Presidenza e, pertanto, dal comando delle Forze armate degli Usa.
Garanzia di sensibilità, saggezza e determinazione tutta al femminile che fa ben sperare!
Forza McCain e Palin, siate gli uragani benefici che tutti coloro che amano libertà e progresso si aspettano e si augurano di vedere salire ai vertici della Nazione più potente del mondo! God save America!
Camillo Giulia - Italia chiama Italia