Lottare contro il terrorismo significa dare valore al ruolo fondamentele dell’Occidente per lo svipuppo del progresso, ricordando che la minaccia e' permanente, dura e implacabile. Dobbiamo sconfiggere l'estremismo islamico non solo con la forza delle armi, ma anche con una globale battaglia delle idee, e difendere sempre la idea di libertà come bene non violabile, fondamentale, e pilastro per lo sviluppo della dignità di tutto il genere umano.
"La città che splende sopra alla collina": così descriveva Boston nel 1630 John Winthrop, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d'America, il primo governatore del Massachussets. Quattro secoli dopo, nel 1989, Ronald Reagan, nell'accomiatarsi dai suoi concittadini alla fine del suo secondo mandato presidenziale, riprendeva questa espressione con la stessa appassionata devozione alla libertà.
Nell'anniversario degli attentati dell'11 settembre 2001 è di conforto rileggere le parole con le quali il quarantesimo presidente degli Stati Uniti ha concluso il suo mandato: "Negli ultimi giorni, affacciato alla finestra del piano di sopra, ho pensato un po' alla "città che splende sopra alla collina". John Winthrop ha scritto questa frase per descrivere l'America che immaginava. Quello che immaginava era importante perché era uno dei primi pellegrini, uno dei primi uomini di libertà. Ha viaggiato fino a qui con quella che oggi chiameremmo una barca di legno; e come gli altri pellegrini, stava cercando una terra che fosse libera.
"Ho parlato della città che splende per tutta la mia vita politica, ma non so se ho mai davvero comunicato quello che vedevo mentre lo dicevo. Nella mia mente era una città alta, fiera, costruita su rocce più forti degli oceani, battuta dai venti, benedetta da Dio, e colma di persone di tutti i tipi, che vivono in armonia e in pace. Una città con porti aperti che vivevano del commercio e della creatività. E se dovevano esserci delle mura, le mura avevano porte, e le porte erano aperte a chiunque avesse la volontà e il cuore di entrarci. Ecco come la vedevo, e come la vedo tuttora".
"E come sta la città in questa sera d'inverno? Più fiorente, più sicura e più felice di quanto fosse otto anni fa. Ma ancora di più: dopo 200 anni, due secoli, lei è ancora lì, forte e viva sul solido granito, e il suo bagliore è rimasto intatto, non importa dopo quali tempeste. Ed è ancora un faro, ancora un magnete per tutti quelli che cercano libertà, per tutti i pellegrini di tutti i posti sperduti, che combattono nell'oscurità per arrivare a casa".
"Abbiamo fatto la nostra parte. E, prima di incamminarmi per le vie della città, un'ultima parola agli uomini ed alle donne della rivoluzione Reagan, gli uomini e le donne in tutta l'America che per otto anni hanno svolto il lavoro che ha fatto rinascere l'America. Amici: ce l'abbiamo fatta. Non abbiamo solo fatto passare il tempo. Noi abbiamo fatto la differenza. Abbiamo reso la città più forte, abbiamo reso la città più libera, e l'abbiamo lasciata in buone mani. Tutto sommato, non male, non male davvero. E così, addio. Dio vi benedica, Dio benedica gli Stati Uniti d'America".
Osama bin Laden e i suoi fratelli - ma tutti coloro che affidano il futuro a progetti totalitari - possono infliggere infinite sofferenze all'umanità, ma non vinceranno mai finché in ogni generazione ci sarà qualcuno che, come John Winthrop e Ronald Reagan, farà del suo meglio per consegnare alla generazione successiva un mondo migliore di quello ricevuto dalla generazione precedente.
Sempre forti con una totale coscienza globale di libertà. Per tutti.
Ermanno Filosa - Italia chiama Italia