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La politica attuale è divenuta una branca dell’antropologia. La differenza che passa tra schieramenti politici non riguarda l’economia, o la scelta fra innovazione e conservazione: ma la vita, l`etica, la concezione che abbiamo del destino dell`uomo. Gli italiani nel mondo, navigati e senza paraocchi, accorti ed esperti nel superare il canto delle sirene false e ingannatrici, sanno guardare alla realtà delle elezioni americane con lo spirito autentico del veterano della grande battaglia per la sopravvivenza nella vita. Da uomini di frontiera, riconoscono dove tira il vento. E possibilmente sanno fare accostamenti politico-sociologici inusitati e senza nebbiosità rispetto a coloro che guardano le elezioni americane dall`Italia.
Ne sono convinto. Obama è come Berlusconi: entrambi sono dei rivoluzionari post-moderni, superano gli steccati preconfezionati dalla cultura politica di maniera. La loro leadership viene confermata da un fascino personale speciale ed unico. Il prestigio personale e comunicativo ha una forza impetuosa, direi invidiabile; il carisma è un dono della natura, una capacità di trasmissione di impulsi positivi e convincenti che non si compra al supermercato.
La seduzione elettorale di Obama è pari a quella del Cavaliere. Si nasce senza il manto della ripugnanza, e la personalità che richiama consenso va al di là del colore della pelle; Obama non ci presenta schemi ideologici precostituiti, così come Berlusconi. Sono, quindi, essenziali le caratteristiche delle capacità che accomunano i due leader: fascino, capacità di presentarsi come il nuovo che libera e migliora l`esistente, cioè innovazione, e infine capacità di comunicare anche con i gesti e il sorriso. Non sono legnosi, e non sembrano catorci infarciti da frasi fatte.
I contenuti, il rapporto con il sociale? Berlusconi sembra, nel mondo della destra globale, il più attento nell'elaborare politiche di tutela sociale; Obama sembra il più attento, nella sua qualità di leader della sinistra, il più acuto analista delle problematiche del mercato. Nella storia d’Italia il meglio è sempre stato il risultato dell'incontro tra cattolici e riformisti. L'alleanza tra la tradizione cattolico-liberale e quella socialista-liberale, ha dato luogo agli attuali assetti di Governo: Berlusconi può contare su un supporto di simbiosi di esperienze cultural-politiche che manca a Obama. All`orizzonte possibili reazioni e sorprese che apprendo adesso mentre stendo queste note: i “neri si scrivono per votare in massa per Obama”. Ecco “i neri votano in massa Obama”’. E i bianchi? Riemerge l`ombra razziale sulle elezioni Usa. Se i bianchi dovessero votare “in massa per McCain“? Non ci sarebbe più trippa per gatti.
Ermanno Filosa - Italia chiama Italia
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