Nicolás Maduro, ministro degli Esteri venezuelano, conferma l’espulsione dell’ambasciatore israeliano a Caracas Shlomo Cohen e chiede la fine del “massacro” e del “genocidio” che si sta verificando in Medio Oriente.
“Il Venezuela ha deciso di dichiarare persona non gradita e di espellere l’ambasciatore dello Stato di Israele e di ridurre al minimo indispensabile la rappresentanza diplomatica dell’ambasciata in Venezuela”, ha affermato Maduro. L'assenso alla decisione di allontanare Cohen è stata data dallo stesso capo della politica estera chavista nell’ambito di un atto di solidarietà con la Palestina celebrato nella moschea Ibrahim Ibin Abdul Aziz Al-Ibrahim di Caracas.
"Questa è una cerimonia caratterizzata da un profondo dolore e una profonda indignazione per il massacro, il genocidio, che si sta commettendo contro i bambini e le bambine della Palestina, contro le sue donne e i suoi uomini, un massacro che va avanti da oltre sessanta anni”, ha continuato il ministro. Ha aggiunto che questa tragedia “si manifesta con il bombardamento e l’occupazione militare di Gaza da parte delle Forze armate più criminali che l’umanità ha conosciuto”. Maduro ha stigmatizzato nello specifico l’attacco patito da una scuola palestinese che esponeva le insegne delle Nazioni Unite. “Sono stati capaci, tra le tante atrocità commesse, di attaccare una scuola piena di bambini, utilizzando la tecnologia più avanzata nel campo, come satelliti spia e aerei moderni” ha concluso Maduro.
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