GUARDA IL VIDEO G8, Obama: "Sul clima fatti passi in avanti importanti. Raggiunto consenso storico"
Sì delle economie emergenti alle ricette anti-crisi indicate dal G8. Sul clima non c’è accordo con la Cina, ma uno spiraglio si è aperto. La seconda giornata del summit dell’Aquila si è conclusa con l’approvazione dell”’Agenda globale” da parte dei leader del G8 e delle grandi economie emergenti (Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica), più l’Egitto. Per quanto riguarda la parte economica dell’agenda, via libera alle ricette anti-crisi, e all’accordo di massima sul processo di riscrittura delle regole dell’economia globale, contenuti nella dichiarazione uscita ieri dal G8. Una ripresa “forte” dell’economia, scrivono i leader, “richiederà la riabilitazione dei settori bancari in alcuni Paesi e la ripresa del credito su una base sana”. Ma il G14 - il G8 allargato ai Paesi emergenti - annuncia di voler cominciare a pensare anche ad una “exit strategy” per il dopo-crisi: “Cominceremo anche a preparare le strategie di uscita dalle misure di governo straordinarie adottate per rispondere alla crisi”, dichiarano i leader del G14.
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Il G8, ha spiegato il presidente Berlusconi durante la conferenza stampa conclusiva, “non è più idoneo” a garantire la governance globale e quindi “abbiamo dato vita al G14”, una “struttura ormai consolidata, che rappresenta più dell’80 per cento dell’economia mondiale”. Il G20 “esiste e si riunirà”, ma “nelle strutture che superano il numero di 14-15 non c’è vera dialettica”, ha aggiunto. La persona è stata “al centro” delle preoccupazioni dei Grandi in questo vertice, ha sottolineato Berlusconi: da un lato ci si è posti il problema di aiutare coloro che hanno perso il posto di lavoro nei paesi più avanzati, dall’altro di aiutare i paesi poveri a uscire dalla crisi. Sugli altri dossier internazionali, Berlusconi ha citato la “condivisione assoluta tra i Grandi della volontà di risolvere le crisi” in Afghanistan e Pakistan. Quanto al programma nucleare iraniano, il G8 “ha scartato le ipotesi di sanzioni” nei confronti di Teheran, ma “ha espresso la ferma volontà di aprire un dialogo forte, duro e deciso”, affinché “in un tempo non esteso” si impedisca che l’Iran diventi “un Paese possessore di armi nucleari”. Sul disarmo nucleare il presidente Obama ha proposto un vertice dei Paesi detentori di testate da tenere negli Usa nel maggio del 2010. A porre l’ultima domanda al premier è stato un giornalista di Repubblica: “Ci ha accusato di aver rovinato l’immagine dell’Italia. Lei ha trovato questa immagine rovinata in questo vertice?”. “Non avete raggiunto il risultato che volevate. Auguri”, è stata la risposta di Berlusconi.
Se dunque c’è piena sintonia tra i 14 Grandi sul rilancio dell’economia globale, l’accordo raggiunto ieri dal G8 sui cambiamenti climatici invece non ha convinto la Cina, che non si ritiene vincolata dagli obiettivi indicati e invita i paesi più industrializzati a tenere in considerazione “le diverse condizioni” dei Paesi emergenti e di quelli in via di sviluppo. Berlusconi ha comunque tenuto a precisare che l’atteggiamento di Cina e India è stato collaborativo, persino al di là delle aspettative. È stata riconosciuta per la prima volta “l’opinione scientifica secondo la quale l’incremento della temperatura media globale al di sopra dei livelli pre-industriali non dovrebbe superare i due gradi Celsius”. I paesi del G8 si sono impegnati a ridurre dell’80 per cento le emissioni di gas serra entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990, ma non c’è accordo sull’obiettivo generale di riduzione del 50 per cento entro il 2050, che secondo la proposta degli Otto grandi avrebbe dovuto vincolare anche le economie emergenti come Cina e India. L’intesa su un “obiettivo globale per una riduzione sostanziale delle emissioni entro il 2050” è rimandata quindi a ulteriori negoziati prima della Conferenza Onu di Copenaghen sul clima.
Durante la conferenza stampa sul clima, dopo aver ringraziato ancora una volta Berlusconi e gli italiani per “l’eccellente ospitalità”, il presidente Obama ha definito “storico” il consenso raggiunto e manifestato l’intenzione dei Paesi del G8 di assumere la “leadership mondiale nella produzione di tecnologie pulite”. “La salute del nostro pianeta è a rischio”, ha detto Obama. “Dobbiamo impegnarci per le generazioni future”. E spetta ai paesi più industrializzati “dare l’esempio”, quindi il presidente Usa ha annunciato il raddoppio entro il 2015 dei fondi a favore della ricerca e dello sviluppo e l’avvio di un Istituto per la cattura e lo stoccaggio della CO2.
I Paesi del G14 si sono impegnati anche a chiudere il Doha round, il negoziato per la riforma del commercio mondiale, entro il 2010. Su impulso della presidenza italiana del G8, inoltre, è stata raggiunta un’intesa tra i Paesi del Major Economies Forum - G8, G5 dei paesi emergenti più Indonesia, Corea del Sud e Australia - per una riunione dei ministri del commercio da tenersi prima del G20 di Pittsburgh, in programma nel dicembre prossimo, così da arrivare con un documento per sbloccare il Doha Round. “Un’occasione che non dobbiamo sprecare”, ha detto Berlusconi ai leader, “dobbiamo respingere ogni tentativo di protezionismo”. (Velino)
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