In Afghanistan ignoti hanno lanciato tre razzi nella città di Herat, dove ha sede il comando regionale ovest di Isaf, retto dall’Italia. Uno degli ordigni ha colpito un ex albergo, danneggiandolo, che dovrebbe diventare prossimamente il consolato degli Stati Uniti. Gli altri due razzi, invece, sono caduti in terreno aperto.
La notizia è stata riferita dalla polizia locale, la quale ha aggiunto che non risultano feriti. Gli agenti, peraltro, pochi minuti dopo il lancio dei razzi hanno sparato alcuni colpi di arma da fuoco in aria per disperdere una piccola folla che si era radunata sul luogo dell’impatto. Ieri, inoltre, un uomo aveva portato al Provincial reconstruction team (Prt) italiano di Herat 68 colpi di mortaio di fabbricazione russa da 82 millimetri, nell’ambito di un programma di Isaf che prevede premi in denaro per chi consegna armi ed esplosivo o fornisce informazioni utili al loro ritrovamento.
Dal primo ottobre scorso, quando è cominciata l’iniziativa nella provincia occidentale, sono già 150 gli afgani che hanno ricevuto ricompense. “Contiamo sulla partnership con i civili – ha affermato il generale italiano Luigi Scollo, portavoce del comando congiunto di Isaf e militare decorato per la battaglia dei ponti a Nassiriyah -. Rimuovere questi ordigni mortali dalla società sicuramente salverà delle vite”.
Nella provincia meridionale di Kandahar, invece, una forza congiunta composta da militari di Isaf e afgani ha bloccato un camion che conteneva dieci tonnellate di nitrato di ammonio. Si tratta di un fertilizzante chimico, usato però anche per la produzione di bombe e ordigni artigianali. “Un quantitativo così importante potrebbe risultare molto pericoloso per gli afgani – ha spiegato Scollo -. Siamo impegnati ad assistere la popolazione locale ripristinando la loro economia, ma dobbiamo vigilare anche su prodotti che potrebbero essere dannosi per loro”. Il fertilizzante è stato sequestrato e distrutto e il proprietario compensato per il valore del carico. L’operazione è stata resa possibile da un accordo siglato a settembre del 2009 tra Isaf e il governo di Kabul, che permette ai militari della Nato di confiscare ogni fornitura di nitrato d’ammonio che viene custodita o introdotta nel paese asiatico. Inoltre, a seguito dell’intesa si chiedeva ai coltivatori locali di usare concimi alternativi.
Un altro sequestro eccellente di nitrato di ammonio da parte di Isaf era avvenuto i primi di novembre dell’anno scorso. In quell’occasione la polizia afgana e le forze della Nato confiscarono più di 500 mila libbre (circa 226 tonnellate) di fertilizzante sempre in provincia di Kandahar. Inoltre, furono rinvenuti cinquemila ordigni artigianali (Ied), e arrestate 15 persone. I militari, che agirono in base a informazioni d’intelligence, fecero irruzione in un magazzino e in un edificio adiacente, scoprendo le borse con il fertilizzante. “È stato un enorme successo per noi, ma soprattutto per la polizia locale che ha gestito l’operazione – commentò il tenente colonnello Todd Vician, portavoce di Isaf -. Grazie a questo sequestro, il più importante mai avvenuto in una singola missione, si potranno salvare molte vite”.
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