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Francia, Parigi contro Renault: No a delocalizzazione in Turchia
Tue, 12 Jan 2010 17:50:00 Francia, Parigi contro Renault: No a delocalizzazione in Turchia
La Renault ha già fatto sapere che non è stata presa ancora nessuna decisione al riguardo e che “il futuro di Flins è assicurato”
La Renault smentisce, ma il piano sul possibile trasferimento in Turchia della produzione della Clio continua a provocare polemiche e tensioni in Francia. Sulla delocalizzazione, riferita dal quotidiano economico La Tribune, è intervenuto anche il governo di Parigi, con il sottosegretario all’Economia, Christian Estrosi, che si è detto “choccato” dall’annuncio.
Estrosi incontrerà domani Patrick Pelata, direttore generale del gruppo automobilistico, partecipato per il 15 per cento dallo Stato. “Non possiamo accettare questo tipo di delocalizzazione”, ha osservato l’esponente dell’esecutivo, in una recente intervista. “Devo far sapere alla Renault che, se questa è veramente la loro intenzione, io non sarò a favore”. Dello stesso tenore le dichiarazioni del sottosegretario al Lavoro, Laurent Wuquiez. “Renault sappia che la nostra posizione è chiara – ha ribadito -, nessuna chiusura di azienda, né licenziamenti”. Attualmente, l’utilitaria della casa automobilistica francese viene prodotta nello stabilimento di Flins-sur-Seine (Yvelines) e a Bursa, in Turchia.
La Renault ha già fatto sapere che non è stata presa ancora nessuna decisione al riguardo e che “il futuro di Flins è assicurato”, come ha precisato il portavoce Carlos Ghosn. Ma dal gruppo Oyak, il partner turco nell’assemblaggio dei vicoli, giungono segnali diversi e che indicherebbero invece trattative in corso per il trasferimento completo della produzione. “Tra quello che dicono i media e le smentite della direzione, non si sa a chi credere”, ha osservato Patrick Barré, sindacalista della Cgt, manifestando tutte le preoccupazioni dei circa tremila salariati che lavorano nella fabbrica. Il governo francese è già intervenuto sulla materia, siglando un accordo con le case automobilistiche francesi, che prevede agevolazioni in cambio della garanzia che la produzione non venga trasferita in Paesi dove il costo della manodopera è certamente più contenuto.
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