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Home / Mondo / Venezuela, la libertà è a rischio. Il mondo per ora resta a guardare. Ma fino a quando? - di Gabriele Polizzi
Wed, 27 Jan 2010 21:14:00

Venezuela, la libertà è a rischio. Il mondo per ora resta a guardare. Ma fino a quando? - di Gabriele Polizzi


Hugo Chavez


L'ultima notizia che ci arriva dal Venezuela parla di uno studente morto ammazzato - aveva solo 15 anni - durante una manifestazione contro il governo, e altrettanti feriti. Chavez chiude le televisioni critiche verso di lui. La Francia chiede spiegazioni e auspica un passo indietro da parte di Caracas, ma il mostro rosso dell'America Latina taglia corto: non vi intromettete, dice, sono fatti che non vi riguardano. GUARDA IL VIDEO

di Gabriele Polizzi




Hugo Chavez torna ancora una volta a far parlare di sè a livello internazionale, mentre in Venezuela la situazione sociale peggiora di giorno in giorno.

L'ultima tragica notizia è di oggi: un giovane studente di appena 15 anni è stato ammazzato nel corso di una recente manifestazione tra filo governativi e oppositori di Chavez. Tantissimi altri, fra ragazzi e ragazze, sono rimasti feriti.

La manifestazione si è tenuta a Merida, nel Nord del Venezuela: migliaia di venezuelani hanno manifestato contro il provvedimento del governo di chiudere una televisione critica nei confronti del presidente Hugo Chavez.

A Caracas la polizia venezuelana ha usato gas lacrimogeni per disperdere migliaia di studenti che sfilavano in corteo per la stessa ragione.

Insomma, ci risiamo: la libertà in Venezuela è a rischio, oggi come e più di ieri, e i primi a scendere in campo contro quella che è ormai una vera e propria dittatura, sono gli studenti. Che poi finiscono uccisi gravamente feriti.

E proprio contro la decisione del governo di chiudere alcuni media critici contro Chavez, è intervenuta la Francia: è recente la presa di posizione del portavoce del ministero degli Esteri francese Bernard Valero sull’oscuramento da parte di Caracas di sei emittenti via cavo. Un provvedimento che ha coinvolto anche la popolare tv d’opposizione Rctvi, emesso per il mancato rispetto della legge nazionale sulle telecomunicazioni. Valero aveva espresso la “preoccupazione” di Parigi chiedendo al governo di Hugo Chavez di “fare rapidamente marcia indietro” per garantire il “pluralismo dell’informazione”. Ma a Caracas non interessa il parere della Francia: secondo il ministero degli Esteri venezuelano, quelle che arrivano da Parigi sono affermazioni “inaccettabili” che “attentano al principio di non ingerenza nelle questioni interne degli Stati”. All'ambasciatore francese Jean Marc Laforet è stata consegnata dallo stesso ministero una nota di protesta.



L'esecutivo venezuelano taglia corto: la Francia non si immischi nelle questioni interne al nostro Paese. "Il governo francese rettifichi rapidamente la sua presa di posizione” per evitare che “il governo venezuelano possa decidere di rivedere le sue relazioni” con Parigi, si legge in una nota ufficiale del governo.

Sulla questione interviene lo stesso Chavez: "Nutro un grande affetto per la Francia e non capisco perché un ministero con tanta esperienza abbia agito in questa maniera. Se lo avessero fatto gli Stati Uniti non mi sarei stupito, anzi sarebbe strano se non lo facessero. Non capisco però perché il governo di Sarkozy abbia deciso di immischiarsi nelle questioni interne, che oltretutto avvengono nel rispetto della legge”. Nelle scorse settimane il governo francese, legato a Caracas da una serie di accordi bilaterali, aveva espresso preoccupazione per l’avvio della nazionalizzazione della catena di supermercati Exito, di proprietà franco-colombiana, accusata di speculare sulla svalutazione della moneta nazionale decisa da Caracas.

Nel frattempo il mostro rosso dell'America Latina è alle prese con un "rimpasto" di governo: sarà il ministro dell’Agricoltura Elias Jaua a ricoprire l’incarico di vicepresidente del governo venezuelano lasciato libero da Ramon Carrizales, ex numero due di Hugo Chávez. Lasciando il posto “per ragioni personali”, Carrizales ha anche liberato il posto di titolare del ministero della Difesa, per cui è stato designato il generale Carlos Mata Figueroa. “L’ho scelto – ha spiegato il capo di Stato riferendosi a Jaua – per aver dimostrato trasparenza, vocazione per il lavoro, umiltà e onestà”. Jaua aveva già l’incarico di vicepresidente per le questioni economiche e produttive. Chavez ha dovuto sostituire anche il ministro per l’Ambiente, dopo le dimissioni della moglie di Carrizalez Yubirì Ortega; l’incarico è stato affidato ad Alejandro Hitcher, finora alla guida di Hidroven, l’azienda statale incaricata della fornitura di acqua potabile e responsabile dell’organizzazione del razionamento idrico avviato e poi sospeso nelle scorse settimane a Caracas.

Chavez ritiene così di poter tenere meglio la situazione sotto controllo, con persone di piena fiducia - verrebbe da dire "soldati" - nei posti chiave del governo.

In Venezuela, oggi, si vive male: ce lo raccontano anche gli italiani ivi residenti. E secondo le notizie che arrivano dal Sud America, andrà sempre peggio. C'è qualcuno, in Venezuela, che si sta mangiando l'intero paese. Il mondo per ora resta ancora soltanto a guardare: ma fino a quando?


Gabriele Polizzi - Italia chiama Italia


















































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