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Esattamente un anno e dieci mesi fa, aprile 2008, scrissi ad alcuni giornali il mio pensiero su ONU e Iran. Già in quei giorni, e anche molti mesi prima di quella data, si parlava del presidente iraniano Ahmadinejad come di un soggetto molto pericoloso.
Un anno e dieci mesi fa l’Iran annunciò al mondo di aver installato altre seimila centrifughe supersoniche per i suoi progetti nucleari, infischiandosene altamente delle quattro risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Stati Uniti ed Europa che cosa hanno fatto negli ultimi due anni per contrastare il rischio nucleare? Hanno ipotizzato altre sanzioni. Assurdo. Noi siamo di fronte ad un individuo che vorrebbe sterminare ebrei, cristiani, americani, occidentali, cancellare Israele dalla mappa del pianeta, e che cosa facciamo? Gli mandiamo una specie di contravvenzione come se fosse un divieto di sosta. Secondo le massime potenze mondiali, il sig. Ahmadinejad si preoccuperà delle nostre ridicole sanzioni e farà il bravo…Robe da matti.
Nel mentre i nostri paesi seguitano affannosamente a coltivare gli scambi commerciali con l’Iran; certo, perché i soldi sono soldi, chi se ne frega del rischio nucleare o se quel presidente vuole bombardare gli infedeli. Se un giorno ci alzeremo e vedremo alla tv quel signore con la bomba ancora calda e pronta da lanciare…beh, gli faremo un’altra contravvenzione.
A questo proposito è interessante leggere le dichiarazioni dell’'Ammiraglio Giampaolo Di Paola che è il presidente del Comitato militare della Nato: "Con l'Iran nucleare partirebbe immediatamente una corsa alla nuclearizzazione della regione. Egitto, Arabia saudita, Kuwait; ci sono altri paesi che correrebbero verso l'atomica, accelererebbero il riarmo. Naturalmente l'Iran nucleare significa la morte definitiva del Trattato di Non Proliferazione, la fine di ogni sacrosanto tentativo di denuclearizzare il mondo, un dibattito rilanciato dall'amministrazione Obama". Insomma, sembra che la situazione non prometta nulla di buono; non so se porgendo l’altra guancia potremo dormire sonni tranquilli.
Marco Chierici - Italia chiama Italia