Wed, 17 Feb 2010 14:33:00 Frattini a Parigi: emigrazione e identità - di Carlo Alberto Brusa
La tolleranza non é né un principio di sinistra, né un principio di destra, ma un valore universale che deve ispirare ogni politica.
di Carlo Alberto Brusa
L'Italia e la Francia hanno oggi un discorso comune nell'affrontare la questione dell'emigrazione proveniente da paesi extacomunitari. Ieri, infatti il Ministro degli esteri Franco Frattini, alla Facoltà di Scienze Politiche di Parigi, nell'ambito di un colloquio intitolato "L'amicizia tra la Francia e l'Italia: una questione di identità" ha ribadito con forza la battaglia, senza mezze misure, all'emigrazione clandestina e il necessario rispetto degli usi e costumi europei nel momento in cui uno vive nelle nostre frontiere. Questa posizione di chiara intransigenza é confermata politicamente dalla Francia, la prova é l'accoglienza francese dopo l'ultimo sbarco di clandestini sulle spiagge corse di 140 Curdi provenienti dalla Siria. Il Governo francese, attraverso il suo Ministro dell'Emigrazione Bessons, ha immediatamente messo in atto l'espulsione degli emigrati clandestini: tolleranza zero! Ma la Giustizia Francese non ha confermato le espulsioni, anzi le ha annullate, in seguito a diverse violazioni dei diritti dell'uomo, segnatamente per la privazione della libertà senza motivo legittimo da parte delle autorità di polizia. E' chiaro che il dibattito attuale sull'identità in Francia non puo' che alimentare le passioni sull'emigrazione e sulla maniera di affrontare il problema. Ma ci domandiamo se la scelta di combattere in questa maniera l'emigrazione extracomunitaria sia conforme all'identità italiana e francese, che ha nella tolleranza e nella generosità due caratteristiche essenziali delle notre civiltà. La risposta, ci sembra negativa. Prima di tutto la Francia é uno dei paesi in Europa che ha costruito la sua forza e la sua energia economica proprio con l'emigrazione e l'arrivo di centinaia di migliaia di stranieri di ogni razza e nazionalità, nonché di italiani. E' importante sottolineare che se oggi la Francia ha un indice demografico superiore a due, la sua natalità risiede nella nascita di bambini che hanno genitori di provenienza extracomunitaria. Per quanto riguarda l'ltalia é semplice ricordare che oggi ci sono settanta milioni di oriundi italiani fuori le mura del nostro Paese, che sono il seguito di un'emigrazione superiore a tutte le emigrazioni extracomunitarie dell'ultimo ventennio. E' facile ricordare che l'emigrazione italiana ha fatto la ricchezza del Sudamerica, dell'Australia e della Francia con artisti, commercianti, imprenditori e politici che sono il fiore all'occhiello di questi paesi, e soprattutto in Francia. Infine, la nuova emigrazione é come la nostra di cinquant'anni fa, di cent'anni fa, spinti a partire da un'Italia di povertà, di sofferenza, di abusi e di terrore! Il punto in comune dell'emigrazione é la miseria e il punto in comune di che ti accoglie e di chi ha accolto la generosità. Putroppo oggi abbiamo la memoria corta e l'amicizia franco-italiana non é un fatto acquisito. Ricordo, che nel 1893 a Aigues-Mortes (Acque morte) nel Sud della Francia un centinaio di italiani furono massacrati dai francesi, in una caccia all'uomo degna di una partita di caccia al cervo, ben conosciuta dalla nobiltà Francese. Ricordo l'arrivo degli italiani negli anni cinquanta alle Stazioni ferroviarie di Chambery, Grenoble, Strasburgo, accolti dalla Polizia Francese, dai pastori tedeschi. I nostri connazionali, obbligati ad aspettare ore e ore nella stazione bloccata dalla polizia, la visita medica ufficiale per accettare quelli sani e rinviare in Italia gli ammalati. Storie da brivido, raccontate da siciliani, calabresi, veneti, friulani che sono oggi gli italiani all'estero e che hanno Deputati, Senatori e Ministri che non sembrano conoscere queste storie. Purtroppo ci siamo imborghesiti e ci siamo allontanati dalle nostre radici cristiane fondate sulla carità e la generosità. Invece di tentare con ogni mezzo giudiziale di salvaguardare il crocefisso in Italia, come simbolo della cristianità, sarebbe meglio ritrovare la carità, ritrovare i nostri valori identitari di tolleranza e amore.
'Se oggi togliamo i crocifissi, domani dovremo togliere le chiese' Clamoroso, no al crocifisso nella Caritas! - di Antonio Gabriele Fucilone A furia di esprimere posizioni intransigenti, violente, di una sicurezza fondata sulla paura, si alimenta l'odio e la discriminazione e forse si favorisce ancora di più l'estremismo di coloro che oggi vivono con noi e con i quali dobbiamo convivere. La lettura del libro "Il massacro degli Italiani Aigue-Mortes, 17 agosto 1893" di Gérard Noriel, é un ottimo rimedio per coloro che hanno fatto dell'odio il loro commercio identitario. La tolleranza non é né un principio di sinistra, né un principio di destra, ma un valore universale che deve ispirare ogni politica.
Carlo Alberto Brusa - Italia chiama Italia
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