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Wed, 17 Feb 2010 16:45:00

Frattini a Parigi: "L’Europa è una storia di grandi successi" - di Angela Piscitelli


Il ministro degli Esteri, Franco Frattini


Una conversazione a tutto campo che ha toccato con grande equilibrio ogni tema sensibile, aprendosi alle domande degli studenti.

di Angela Piscitelli




Aula gremita alla facoltà di Scienze Politiche della Sorbona, a Parigi, per la Lectio magistralis del nostro ministro degli Esteri, Franco Frattini.

Il tema di grande attualità, “il contributo della Francia e dell’Italia al governo globale ed alla costruzione europea” in vista dell’incontro franco-italiano che si terrà il 9 aprile sul tema “l’amicizia fra Italia e Francia: una questione d’identità".

Ed è proprio dal profondo legame tra le due nazioni che il discorso è partito.L’Europa culturale è assai antica ed i nostri due paesi ne hanno scritto la storia come testimoniano gli scambi mai interrotti ed estremamente diffusi già dal Medio Evo e gli intrecci politici di cui essa è disseminata, da Caterina de Medici a Gambetta, da Mazzarino e Napoleone.

L’Europa è una storia di grandi successi - ha detto il ministro. I padri fondatori erano ispirati da obiettivi di pace e di stabilità politica: erano traguardi lontani, tra le macerie morali e materiali che aveva lasciato la seconda guierra mondiale; impensabile per i loro tempi, circolare senza frontiere, avere una moneta. Il lavoro da fare è grande e va fatto a piccoli, significativi passi: occorrono leaders, strategia politica ed una “capacità di mobilizzare energie al di fuori dei direttorii”.

Una conversazione a tutto campo che ha toccato con grande equilibrio ogni tema sensibile, aprendosi alle domande degli studenti.

Frattini a Parigi: emigrazione e identità - di Carlo Alberto Brusa Dalla Francia Frattini a Parigi: emigrazione e identità - di Carlo Alberto Brusa

Haiti, Sarkozy a Puerto Principe per coordinare la ricostruzione con il governo locale Il presidente francese Haiti, Sarkozy a Puerto Principe per coordinare la ricostruzione con il governo locale

"Integrazione” non vuol dire “disintegrazione” della propria identità; puo’ accadere che le prescrizioni religiose di alcuni potenziali migranti siano in conflitto con i diritti fondamentali dell’uomo; il diritto all’istruzione, la parità tra uomo e donna, il rifiuto di ogni violenza sono le fondamenta della nostra cultura costruite laicamente sulla cristiana filosofia della tolleranza: ad esse è impossibile derogare. Bisogna dialogare con le culture diverse dalla nostra ed “aprire” a chi è disponibile all’ascolto; la questione spinosa della Turchia va intesa in questo senso, come possibile ponte su equilibri difficili.

Alla costruzione di un'Europa politica forte, Italia e Francia possono contribuire significativamente proprio in virtù di un’affinità culturale assai forte: nella ricerca di un modello d’integrazione compatibile ed armonico, alla costruzione di una difesa comune, che potrebbe cimentarsi all’inizio in un’esperienza pilota italo-francese per il pattugliamento in mare. Ed ancora nel dialogo con i paesi che si affacciano sul Medierraneo, per costruire una “terza via” fatta di scambi culturali, di prevenzione delle catastrofi con i paesi del Golfo.

Il ministro ha risposto alle domande dei numerosi allievi; sull’allargamento dell’Europa ai paesi dei Balcani ”un’opportunità di progresso”, sulla questione Iran "la sola via possibile sono le sanzioni: ma per la loro efficacia occorre uno sforzo comune e la presidenza francese  puo’ adoperarsi al convincimento della Cina”; ed in ogni caso è fondamentale che gli Stati Uniti e l’Europa cooperino con la massima laboriosità.

La scommessa del futuro è proprio nel rilancio di una nuova cooperazione tra i popoli, nella capacità di stringere nuovi partnenariati e rinnovare quelli antichi.

A “lectio” ultimata, è doveroso sottolineare il clima costruttivo e l’interesse che essa ha prodotto nell’aula universitaria dove gli studenti italiani, francesi e di altre nazionalità con le loro domande, con la loro attenzione e la loro partecipazione, dimostrano che un’Europa esiste; ed è come dal Medio Evo, un’Europa culturale che al di là dei burocratismi, delle conventicole politiche, di certe miopie diffuse talora nella classe dirigente, reclama il diritto di esserci e di essere “il soggetto” per la costruzione dell’Europa politica. Siamo grati al Ministro per questo inizio. Che sia l’incipit di una nuova stagione: costruire con il pensiero è costruire con fondamenta indistruttibili. Non bisogna dimenticarlo.


Angela Piscitelli - Italia chiama Italia


















































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