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Mon, 01 Mar 2010 11:40:00

Cile, Dopo il terremoto si contano vittime e dispersi




A tre giorni dal terremoto che ha devastato il Cile, il paese latinoamericano conta morti - almeno 700 - e dispersi. Intanto il governo ammette: l'allarme tsunami è partito in ritardo. Si continua a scavare fra le macerie. E iniziano i saccheggi. VIDEO



 


A tre giorni dal devastante sisma e conseguente maremoto che hanno provocato almeno 708 morti, il ministero della Difesa cileno ammette che la Marina militare ha sbagliato a non lanciare l'allarme tsunami immediatamente dopo la scossa di 8,8 di magnitudo. "Anche se fa male la verità è  che una divisione dalla Marina ha commesso un errore" ha detto il ministro Francisco Vidal, secondo quanto riporta il sito della Cnn. Al contrario, subito dopo la devastante scossa è stato detto che uno tsunami sarebbe stato improbabili. Dei 708 morti finora confermati, 541 sono stati riportati dalle regione di Maule e 64 di Bio Bio entrambe costiere. Se le sirene dell'allarme tsunami fossero suonate immediatamente molti residenti dei villaggi costieri sarebbero potuti scappare verso l'interno.

La solidarietà della Germania e dell’Unasur - Continuano le dimostrazioni di solidarietà da parte della comunità internazionale nei confronti del Cile, paese sconvolto dal terremoto dello scorso sabato. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha trasmesso alla presidenta Michelle Bachelet la vicinanza del proprio paese annunciando la costituzione di un gabinetto di crisi per identificare le necessità utili a un intervento in favore delle popolazioni colpite dal sisma. Anche l’Unasur, Unione delle nazioni sudamericane, si mobilita: il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha annunciato che l’organismo internazionale stanzierà aiuti per 100 milioni di dollari, distribuiti tra i paesi in ragione del rispettivo prodotto interno lordo. Santiago del Cile attende in serata l'arrivo della segretario di Stato Usa Hillary Clinton. La visita dell'ex first lady, nella capitale cilena per incontrare Bachelet e il presidente eletto Sebastian Piñera, sarà occasione per ragionare sul piano degli aiuti su cui si vorrà impegnare Washington.

Un paese nel caos - Nelle aree centro-meridionali nel paese sudamericano - in regioni quali Santiago, Talca Concepcion, Talcahuano, Constitucion - ieri è stata una domenica di dolore e di lutto. Il governo cileno sta freneticamente cercando di far giungere aiuti a migliaia di persone rimaste senza casa nelle città costiere devastate dal terremoto e dallo tsunami, mentre 10mila soldati stanno arrivando nelle aree colpite per impedire saccheggi.  A Concepcion, però, i sopravvissuti che vivono accampati lungo le strade, hanno scatenato la loro ira contro i pompieri, che stavano distribuendo acqua potabile in thermos e teiere, danneggiando i loro veicoli.


Saccheggi - Per far fronte agli atti di sciacallaggio, il governo ha deciso di imporre il coprifuoco nella regione di Maule e nella città di Concepcion, una delle più devastate dal sisma, dove, mentre i vigili del fuoco cercavano di estrarre dalle macerie decine di persone intrappolate polizia e esercito intervenivano per arrestare l'assalto a supermercati e negozi danneggiati.

Indeterminati i dispersi -  "E' un'emergenza senza paragoni". A più di 24 ore dal terremoto la presidente cilena Michelle Bachelet parla alla nazione. "Il numero dei dispersi è indeterminato" dice. E annuncia che per i terremotati nelle zone più disastrate è stata disposta la distribuzione gratuita di acqua e cibo. Il numero delle vittime del sisma di magnitudo 8.8 che ha colpito il Paese è destinato ad aumentare ancora.
Nel frattempo, per tutta la giornata di ieri la terra ha tremato ancora. Oltre un centinaio le scosse di assestamento registrate, tutte superiori alla magnitudo 4,0, con un massimo di 6,9.

Il terremoto - Un devastante terremoto di magnitudo 8,8 della scala Richter, tra i più forti della storia recente, ha colpito il Cile alle 3.34 di sabato mattina ora locale (le 7,34 italiane) provocando centinaia di vittime.  L'epicentro della scossa è stato registrato a circa 90 chilometri a nord est di Concepcion e a 110 chilometri a sud est di Talca, ad una profondità di circa 55 chilometri e precisamente a 325 km a Sud Ovest di Santiago. Obama assicura: siamo pronti ad assistere il Cile.

Secondo l'istituto americano di geofisica questo del Cile è il quinto terremoto più forte della storia. Di più forti se ne ricordano solo altre quattro: da 9.5 nel 1960 ancora in Cile a Valdivia (oltre 400 chilometri a sud di Concepcion), da 9.2 in Alaska nel 1964, da 9.1 che generò lo tsunami nell'oceano Indiano nel 2004 e da 9.0 che distrusse Lisbona nel 1755. Il terremoto che ha devastato Haiti il 12 gennaio era di magnitudo 7.


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