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Hugo Chavez ha annunciato che il Venezuela ha ridotto le sue forniture di greggio agli Stati Uniti, principale destinazione della sua produzione petrolifera.
Il presidente del Venezuela ha sottolineato come il Paese latinoamericano abbia invece aumentato le vendite verso l'Asia e l'Europa, ma anche verso Sud America e Caribe.
Nel corso dell'inaugurazione di una centrale elettrica, trasmessa dalla televisione pubblica, Chavez ha spiegato: "Abbiamo diminuito l'invio di greggio negli Usa perché il Paese ha diversificato i suoi mercati”.
Secondo i dati della compagnia petrolifera statale Pdvsa, il Paese latinoamericano produce circa 2,9 milioni di barili di greggio al giorno, la metà dei quali è diretta negli Stati Uniti.
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Chavez ha spiegato che Caracas ha allargato l'orizzonte dei compratori, tanto che ora la Cina acquista “mezzo milione di barili” che “diventeranno presto un milione” e alcuni Paesi latinoamericani “che non avevano mai comprato” il petrolio venezuelano ora sono diventati clienti di Caracas, come “Argentina, Uruguay e Paraguay”.
Chavez ha sottolineato di non ritenere gli Usa “il miglior mercato” per il petrolio, come sostenuto dall'opposizione, e ha accusato Washington di aver costretto il Venezuela, prima del suo arrivo al potere, ad accettare accordi energetici svantaggiosi.
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