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Sat, 14 May 2011 12:02:00

Immigrazione, Adottiamo un Paese africano - di Roberto Pepe




ItalaChiamaItalia vuole riproporre un’idea di aiuto diretto sul posto, dei paesi africani in difficoltà, da parte degli europei, con lo scopo di arginare gli esodi in massa.

di Roberto Pepe





In un’Europa fatta da Inglesi che non espongono il vessillo dell’Unione  blu con le dodici stelle, che non hanno firmato il trattato di Schengen, che hanno ancora, nonostante rigide regole comunitarie, adottato gli  stessi sistemi di misura decimali; in un’Europa dove la Francia parte da sola e va a bombardare un paese africano; in un’Europa dove i Paesi nordici vedono razzisticamente il Sud Europa, non volendo aiutare economicamente il Portogallo o la Grecia in difficoltà; in un’Europa dove la Germania  fa l’indifferente a tutto, ma interviene accusando l’Italia di lamentarsi sempre per i profughi africani; in un’Europa allargata troppo presto a paesi facenti parte del defunto blocco sovietico, economicamente molto poveri, rispetto a quelli occidentali; in un’Europa priva assolutamente non solo di strategie comunitarie univoche, ma addirittura di un coordinamento su qualsiasi problematica emergente, in termini di politica estera, difesa comune, prevenzione sociale per gli stranieri, eccetera: in un’Europa, così conformata, il problema della migrazione africana si risolve solo in una maniera: Berlusconi vada all’ONU e proponga una forma di protettorato-sostegno effettuato da parte di un Paese Europeo a favore di un determinato Paese africano, privo di conformazione statale organizzata.

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Il paese Tutore si impegna a costruire scuole, ospedali, strade e tutte le strutture sociali utili, militari ed amministrative, avendo in contropartita la priorità a controfirmare  eventuali contratti di lavoro in loco. Il Paese sostenuto si impegna a mantenere e fornire lavoro ai propri cittadini impedendone l’emigrazione. Come già alcune comunità ed associazioni religiose bergamasche fanno, tutti gli stranieri  che vengono in Italia per istruirsi (regolarmente certificati), devono tornare nel  proprio paese, onde permettere l’avvicendamento di nuovi operatori-studenti.  Praticamente, bisognerebbe adottare un paese per portarlo per mano fino alla sua maturità. Questo dovrebbe proporre il nostro leader Berlusconi in sede ONU: “Adottiamo un paese”,  lanciare, cioè, una soluzione programmata per lo sviluppo di quelle zone da dove fuggono migliaia di esseri umani affamati, perseguitati e incivilmente trattati da despoti locali arabi ripiombati sulla terra dall’epoca della tratta dei negri. L’Onu deve imporre con ogni mezzo una politica tendente alla umanizzazione dell’Africa, cercando di tirarla fuori dal Medio Evo in cui, dopo l’epopea maldestra della colonizzazione europea,  è piombata nuovamente.


Roberto Pepe - Italia chiama Italia


















































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