I sette tecnici erano stati sequestrati da un commando sulla nave Fpso Mystras, gestita congiuntamente dalle società Sbm e Saipem, ancorata sul giacimento di Okono, al largo di Port Harcourt. A bordo della nave erano presenti, al momento del sequestro, 83 membri dell'equipaggio. Gli assalitori hanno successivamente lasciato la Mystras con sette ostaggi tra cui un italiano, dipendente Saipem. I rimanenti 76 membri dell'equipaggio sono in buono stato di salute e non si sono registrati danni alla nave. La Fpso (Floating Production Storage and Offloading), è un sistema di produzione galleggiante con stoccaggio e impianto di caricamento del greggio. Dopo il sequestro, l'Eni si era subito attivato «in stretta collaborazione con l'unità di crisi della Farnesina e le autorità locali per una soluzione la più rapida possibile».
corriere.it
Nigeria: Eni, blitz libera ostaggi
ROMA - E' finito nel sangue, in Nigeria, il sequestro di sette tecnici petroliferi, tra cui 6 Europei. Forze speciali nigeriane hanno dato l'assalto al luogo in cui la banda di rapitori custodiva gli ostaggi e nel blitz uno di essi è stato ucciso, mentre un Italiano è rimasto ferito, ma non in modo grave. L'ostaggio deceduto è di nazionalità britannica.
Ormai da diversi anni l'area del delta del Niger vede all'opera gruppi che, spesso con motivazioni politiche, prendono di mira operai e tecnici che lavorano negli impianti di estrazione del petrolio.
La notte scorsa un commando di uomini armati si è avvicinato a bordo di piccole imbarcazioni ad una nave-piattaforma della Saipem, la FPSO Mystras, ancorata sul giacimento di Okono, circa 55 chilometri a largo di Port Harcourt, e ha preso d'assalto la struttura, sulla quale si trovavano 83 persone tra membri dell'equipaggio e tecnici.
tio.ch