Il portale dell' informazione di tutti gli italiani





la tua e-mail per ricevere le notizie  più importanti
Tuo Nome :
Tua E-mail :
 
Sei soddisfatto di come il governo Berlusconi ha incominciato a muoversi, in queste prime settimane?
Sì, certamente
E' sulla strada giusta, ma bisogna fare di più
No, per niente. Sono pentito di averlo votato
Credo sia ancora troppo presto per poter giudicare

Home / Mondo / La CNN e i cattivi maestri - di Mario Galardi
Tue, 06 Nov 2007 08:20:00

La CNN e i cattivi maestri - di Mario Galardi




"Molti paesi dell’America Latina paiono purtroppo incamminati verso un futuro difficile"




 

Questo mio commento è rivolto in primo luogo ai lettori dell’America Latina, ma non solo a loro. Mi riferisco alla trasmissione della “CNN en Español”, condotta da Cristina Aristegui, che intervistava il sociologo argentino naturalizzato messicano Enrique Dussel, il quale presentava il suo libro “Politica de la Liberación”.

La tesi enunciata dall’intervistato si basa innanzi tutto sulla negazione che la democrazia derivi dalla cultura greca e occidentale. Secondo lui l’avevano inventata gli egiziani prima dei greci, ma si astiene dal dimostrarcelo. Il sociologo tra l’altro trova il modo di affermare che gli antichi egiziani erano neri, il che non è vero, così come non sarebbe vero sostenerlo per le attuali popolazioni semite del Corno d’Africa. Secondo lui, il sistema democratico moderno, affermatosi in Inghilterra sull’esempio del governo di Venezia,  non ha origini eurocentriche, ma deriva da Bisanzio. Anche questa sua affermazione è rimasta indimostrata ma, in subordine, occorre ricordargli (anche se lui lo sa benissimo) che la greca Bisanzio è stata la capitale dell’impero romano di Oriente fino al 1453. Il Dussel è passato quindi a negare che la cultura romana, la filosofia greca e quella tedesca, siano alla  base della nostra civiltà, ed ha magnificato al loro posto la cultura islamica (che a suo dire non avrebbe nulla da compartire con l’estremismo islamico), insieme a quelle dell’India e della Cina. Secondo lui, il continente Sudamericano (non quello Latinoamericano, perchè  in Messico prevalgono ancora coloro che non condividono le sue teorie) si sta finalmente liberando da una visione distorta della storia, introdotta dagli europei. Lo scrittore, incredibilmente, è riuscito a non dire neppure una parola su quanto pesi, nell’eredità storica e culturale del continente, l’apporto della religione cristiana, ne’ alla giornalista è venuta la curiosità di chiederglielo.

Nonostante sembri sceso da un quadro del Velazquez, si esprima in un forbito idioma castigliano e la sua fisionomia evidenzi l’origine spagnola, il Dussel è dunque uno di quegli intellettuali che fomentano le ideologie antioccidentali, e sembra il prototipo di quelli che io chiamo cattivi maestri: colti, pacati, di apparenza bonaria, ma i cui propositi sono incendiari e le cui enunciazioni sono subdolamente erronee. Quali possano essere in Sudamerica gli apporti delle culture islamica, indiana e cinese, il nostro non ha potuto spiegarcelo. Solo ha affermato che i numeri che stiamo usando sono arabi, e che la stampa è nata prima in Cina che in Germania. Verrebbe da chiedergli di indicarci quali e quanti libri cinesi ci siano nelle scuole, nelle case e nelle biblioteche sudamericane, e su quali testi si siano educati lui, e tutti i suoi avi dal 1492 ad oggi,  ma con persone così sono domande assolutamente inutili.

Permettetemi però di aprire un’inciso. Questa storia dei numeri arabi viene ripetuta da troppo tempo, ed ho da fare una proposta. Dato che è vero che gli arabi hanno disegnato la grafia che stiamo utilizzando per i numeri, è più che giusto che l’Occidente paghi loro annualmente una royalty di cento milioni di dollari (di questi, una  percentuale dovrà essere devoluta al Dussel, per essere stato loro patrocinatore). A loro volta gli arabi e l’Islam dovrebbero pagare annualmente all’Occidente centomila milioni di dollari per l’energia elettrica, il telefono, la radio, la televisione, le automobili, gli aeroplani, i computers, l’internet, la fotografia, il cinema, la plastica, l’aspirina, la pennicillina e la cocacola (Dussel dovrà pagare la stessa percentuale per l’alfabeto latino e per gli apporti occidentali sopracitati, che lui utilizza disconoscendone l’origine eurocentrica). E approfitto per aggiungere che la metà del petrolio dovrebbe esserci dato gratis, in compenso delle conquiste dell’Occidente, senza le quali sarebbe inutile e senza valore. Chiuso l’inciso.

Tornando alla Aristegui, occorre dire che non sembra nuova alla diffusione di queste tendenze, e c’è da sperare che la CNN non esageri in un multiculturalismo preconcetto, che osserva con troppa accondiscendenza anche i movimenti politici che si stanno diffondendo nel continente sudamericano, di cui il capofila è l’attuale lider della Venezuela bolivariana, infiammata di un antiamericanismo che, se esiste da cento anni in un’Argentina invidiosa della supremazia degli USA, fino a pochi anni fa era totalmente sconosciuto in Venezuela, perchè non è sostenuto da basi oggettive, ma solo dalla indubbia capacità comunicativa del suo attuale lider, che ne ha fatto un mezzo per radicalizzare i seguaci e per estendere la propria influenza.  Per il momento il Messico ha resistito a questa tendenza, ma persone come la Aristegui e il Dussel stanno sottilmente contribuendo a fare in modo che, alla prossima occasione, le cose vadano in modo diverso. E intanto gli USA e l’Europa sembrano restare passivi e rinunciare alla propria difesa ideologica, essendo forse troppo concentrati a contare il tintinnio dei registratori di cassa dell’interscambio.

Molti paesi dell’America Latina paiono purtroppo incamminati verso un futuro difficile. L’emergere di capi carismatici che concentrano su di sè tutto il potere, l’avversione all’economia di mercato, il crescente controllo statale sulla società, fanno solo prevedere crisi economiche e sociali, che potranno evidenziarsi alla prima discesa dei prezzi del petrolio e delle materie prime. Quel giorno appare ancora lontano e, in ogni caso, vorrei poter essere stato un cattivo profeta.

Mario Galardi - Italia chiama Italia


















































© 2006 Italia chiama Italia. Tutti i diritti sono riservati.