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Mon, 26 Nov 2007 09:23:00

Attenzione al Libano - di Roberto Pepe




"Facciamo ancora in tempo a ritirare le nostre truppe, prima che sia troppo tardi!"

di Roberto Pepe



Il 23 agosto 2006 scrissi su "la Padania":  "Possibile che nessuno abbia avvisato Prodi che si stava andando in guerra nell'operazione di pacificazione in Libano? Chirac ha fatto la mossa ed il nostro Pierino, l'ha sparata grossa... Ma cosa siamo andati a fare in Libano se non potevamo disarmare gli Ezbollah? I Pizzardoni o i Ghisa!"

Il generale Mini, commilitone d'Accademia e profondo conoscitore di strategie militari, scrisse lo stesso giorno su "Repubblica": "... L'Italia sembra essere rimasta col cerino in mano in un gioco nel quale tutti vogliono il cessate il fuoco, ma nessuno sta pensando di farlo rispettare. Tra militari si dice: "Mai offrirsi volontario" e "Attenzione a ciò che chiedi, perché potresti averlo!"

Da parte mia ricordai, invece, che "Il Padulo vola basso e si infila nel culo del soldato più fesso", concludendo in seguito: "Ma c'è qualcuno che pensa che quel confine libanese sta in pace, perché ci sono le nostre truppe in mezzo? Oppure la tregua serve solo a rafforzare le posizioni degli Hezbollah, prendendo fondamentamente per i fondelli gli italiani "brava gente, ma fessa"?

Libano, Siniora: ''Continuiamo a lavorare per un presidente di consenso''

Beirut  - Il Libano si è svegliato sabato scorso senza capo di Stato, ma il primo ministro Fouad Siniora ha voluto subito rassicurare il paese sulla volontà del suo governo di trovare un presidente di consenso.

L'ex presidente Emile Lahoud ha affidato venerdì sera la sicurezza del Libano ai militari prima di terminare il mandato, ma il governo non ha riconosciuto tale decisione e Siniora ha sottolineato oggi che l'esercito "sta svolgendo il suo ruolo".

"Posso assicurare i libanesi che il governo sta lavorando per un ottenere un presidente di consenso il più presto possibile - ha detto il primo ministro - nessuno prenderà il posto del presidente, questo è un periodo di transizione... l'esercito sta svolgendo il suo ruolo e le forze di sicurezza stanno cooperando con il comando militare. I libanesi non hanno nulla di cui preoccuparsi".

La rivelazione di un accordo segreto tra D'Alema e Assad per sostenere internazionalmente la Siria in cambio di garanzie che le truppe italiane non subiscano attacchi terroristici, è stata l'ennesima riprova del solito basso livello di pensiero politico governativo italico per barcamenarsi tra i contendenti, senza mai rischiare in proprio e riuscendo inevitabilmente a prendere schiaffoni da tutti, ricevendo, inoltre, l'epiteto storico che ci perseguita, di "Italiani codardi", con il sarcastico ormai clamoroso ringraziamento israeliano: "Grazie Unifil" e "Viva Italia"

Tutti sapevano e sanno che per sfuggire ai controlli dell’Unifil e dell’esercito libanese e riportare katiuscia, missili, armi anticarro alla frontiera meridionale, gli Hezbollah hanno sfruttato oltre che le coperture offerte dalla popolazione sciita (lavori di ristrutturazione nelle abitazioni civili), anche i paraocchi imposti ai nostri soldati che devono esclusivamente controllare il traffico viario. L'apertura solitaria italiana all'estremismo islamico, infatti, è stata un poderoso cuneo per spiazzare gli altri occidentali e creare un ammiccamento culturale improvvido ed autolesionista.

Quando nel '67 visitai Israele dopo la guerra dei sei gioni, la mia guida mi disse "allora": Due sole zone, Israele non restituirà: Gerusalemme e le alture del Golan. Da quelle colline si domina la Siria ed il Libano meridionale. Quando feci notare che il Libano non aveva fatto la guerra ad Israele, l'accompagnatrice mi disse: Per ora, ....

Intanto Ahmadinejad sta per finnalizzare la propria bombetta e si è già incontrato più volte con il siriano Assad, il segretario Nasrallah e la guida suprema Yazbek ... (raduno di volpi: stragi di galline!) E per finire...in Turchia vince un pseudo-finto moderato che sarà il cavallo di Troia integralista... ed avanti così con i paraocchi a tutti gli europei!

Se non sono prodromi questi che si sta preparando qualcosa di molto caldo in Libano... Facciamo ancora in tempo a ritirare le nostre truppe, prima che sia troppo tardi!


Roberto Pepe - Italia chiama Italia


















































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