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Wed, 28 Nov 2007 07:05:00

BUSH & OLMERT & MAZEN - di Roberto Pepe


George W.Bush


"Non appare "ovvio" che, se qualcuno di questi gruppi terroristi avessero voluto trattare, lo avrebbero già fatto in posizione migliore, là dove non ci sono riusciti Sadat e Arafat con le maniere dure?"

di Roberto Pepe


 

Tutti lo speriamo nuovamente: "Fusse che fusse la volta bona!" Nel 2007, un Presidente statunitense ha riunito nuovamente un premier israeliano ed uno palestinese, nella fattispecie: George W. Bush, con Ehud Olmert e Abu Mazen.

Le prospettive, però, questa volta, sono ancora peggiori dei Proponimenti e dei Patti sottoscritti in precedenza. Questa volta, infatti, abbiamo già in corso d'opera un contro-summit dal carattere ufficialmente politico valido, anche perché condiviso e supportato da alcuni nostrani politici che affermano a tutti i costi il dialogo con tutti gli esponenti "a prescindere" (come diceva Totò) dalla loro collocazione "guerrigliera". Quando ad Annapolis va in onda la speranza, Hamas celebra aprioristicamente il "no" ad eventuali accordi, affermando che la Palestina è quella che va dal Giordano al Mediterraneo, significa seguire le tesi di Ahmadinejad che vuole trasferire gli israeliani in Canada o in Svizzera.

Ricordo che i passi precedenti internazionali dimostrano non solo l'inutilità dei tentativi di dialogo, ma che, paradossalmente, determinino l'acuisrsi delle tensioni internazionali. Quando queste giungeranno, prima o poi, in un vicolo cieco di non ritorno, determinate da dictat pronunciati dagli stessi paesi musulmani più moderati, la pace internazionale sarà messa a dura prova. Se da un lato, infatti, la presenza dei paesi arabi ricchi al dialogo moderato (Paesi che finanziano sottobanco le ali estreme per non avere ritorsioni)rappresenta un fattore positivo, ciò potrebbe far scaturire, di contro, un salto di qualità verso un conflitto generale e drammatico, spalleggiato dai paesi ferocemente integralisti.

Gli accordi precedenti sono stati:

1) Gli Accordi di Camp David, sotto egida di Carter, furono stipulati nel '78 e determinarono le linee guida per la pace tra Egitto, Israele, Giordania e i rappresentanti del popolo Palestinese. Israele restituì il Sinai all'Egitto, mettendo fine a trent'anni di ostilità. Nell'80 il presidente egiziano Sadat venne assassinato da estremisti dell'OLP, contrari alla pace.

2) Il "trattato di Oslo" che venne negoziato segretamente fra israeliani e palestinesi nel '93, costiutuisce la base su cui si fondano gli attuali accordi di pace fra Israele e Palestina. La sua firma venne apposta a Washington alla presenza di Bill Clinton. Arafat strinse la mano a Rabin, dopo decenni di inimicizia. Questi accordi prevedevano il completo ritiro degli israeliani dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania ed il riconoscimento del diritto dei palestinesi all'autogoverno in questi territori.

3) Nel '95, alla Casa Bianca, israeliani e palestinesi firmarono l'integrativo accordo "Oslo 2", con il quale si riconosceva ai palestinesi il diritto di governare in piena autonomia oltre il 90% dei territori riconsegnati.

Non appare "ovvio" che, se qualcuno di questi gruppi terroristi avessero voluto trattare, lo avrebbero già fatto in posizione migliore, là dove non ci sono riusciti Sadat e Arafat con le maniere dure? Specialmente ora, che sono sostenuti da un Ahmadinejad che continua ad inneggiare alla prossima distruzione di Israele, col prossimo ordigno nucleare in via di finalizzazione, grazie anche alla disunione europea francese e italiana?


Roberto Pepe - Italia chiama Italia


 


















































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