TEHERAN - La crisi economica attuale "farà cadere" gli Usa e "la dignità della superpotenza sarà distrutta", cosi che si realizzeranno "le promesse di Dio". Lo ha detto oggi il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, lui stesso messo sotto accusa nel suo Paese per una forte spirale inflazionistica che erode il potere d'acquisto delle classi più deboli.
Intanto la Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, è intervenuta a difesa di Ahmadinejad, attaccato ieri anche dal ministro dell'Economia uscente Davud Danesh-Jafari, che è stato rimosso dallo stesso presidente. Quest'ultimo e i suoi più stretti collaboratori, ha detto Khamenei, "lavorano come operai" per il bene del Paese. Ahmadinejad, che nei giorni scorsi aveva giudicato ancora troppo basso il prezzo del petrolio nonostante la serie di record stabiliti nelle ultime settimane, ha affermato che la difficile situazione economica internazionale, originata dalla crisi dei mutui statunitensi, finirà per travolgere la superpotenza americana. "Nessun economista o politico - ha affermato il presidente in un comizio tenuto nella città di Hamadan, nell'ovest dell'Iran - potrà salvare l'economia Usa dall'abisso".
La stessa crisi, ha detto ancora Ahmadinejad, "investirà l'Asia e l'Europà, ma con l'aiuto di Dio, per noi i problemi saranno minimi". Ma proprio l'impennata del prezzo del petrolio ha avuto negli ultimi mesi un effetto boomerang sull'economia iraniana. Lo ha sottolineato il ministro uscente Jafari, citato oggi da diversi quotidiani di Teheran, quando nel suo sfogo ha accusato il governo di avere provocato un massiccio aumento della massa monetaria con la conversione in rial e le spese delle entrate dal greggio. "L'inflazione è il risultato delle politiche del governo", ha affermato chiaramente il ministro dell'Economia uscente, rifiutando quindi le spiegazioni date dal presidente durante un discorso a Qom il 16 aprile scorso, quando aveva accusato una 'mafia' interna al Paese di avere provocato volutamente gli aumenti dei prezzi per sabotare il suo governo.
"Un discorso pieno di informazioni sbagliate", ha affermato Jafari, aggiungendo di avere personalmente detto ad Ahmadinejad che "tali parole potevano fare del male al Paese". Ma l'ayatollah Khamenei, pur senza nominarlo, ha preso le difese del presidente. "I più importanti elementi nel governo - ha affermato, citato dall'agenzia Fars - fanno sempre del loro meglio per eseguire un lavoro di valore". La Guida suprema ha aggiunto un invito alle autorità del Paese a fare prevalere "l'unità", perché, ha detto, "i nemici sono sempre contenti delle minime divergenze di opinioni e ne approfittano con la potente propaganda degli americani e della satanica rete sionista".