In fuga da Chavez, gli italiani lasciano il Venezuela. Si trasferiscono a Miami e in Europa, nei Caraibi. Ho incontrato in tempi recenti molti italo-venezuelani, e qui nei Caraibi comprano ville e terreni, si dedicano ad attività economiche con tenacia e competenza. Aprono ristoranti, piccole cliniche, avviano aziende agricole con mezzi moderni.
Fuga dal Venezuela, obiettivo primo degli italiani. Una media di 50 passaporti al giorno: con 15 mila passaporti emessi nel 2007 quello di Caracas è stato il consolato italiano a sbrigare il maggior numero di pratiche di questo tipo nel mondo. A colpo d’occhio: è sufficiente passare alle 7 del mattino in avenida Mohedano, nel quartiere esclusivo de La Castellana, dove si osserva una lunga fila di persone attendere il proprio turno per entrare nel Consolato Italiano.
La politica di Chavez inquieta, non lascia le acque tranquillle. Chavez va oltre l’Europa e gli Usa, e alimenta polemiche e propaganda, un vago senso di volontà egemonica che si proietta su tutta la regione. Non una sfida, ma la messa in azione di una trama costante per coinvolgere in una “mescolanza politica e di interessi”. Un polverone velenoso è stato sollevato dal Presidente venezuelano dopo che il cancelliere tedesco Angela Merkel aveva dichiarato in un'intervista, all'agenzia stampa tedesca Dpa, che Chavez non è la voce della regione e cioè della America Latina, e ciò in previsione del meeting che si terrà oggi a Lima come vertice UE-America Latina. Il cancelliere tedesco con toni moderati, aveva dichiarato che il «populismo di sinistra» non ha la adeguata spinta per risolvere i problemi delle popolazioni disagiate: «Basandoci sulla nostra esperienza in Europa, non credo che i Paesi con l'economia guidata dallo Stato possano portare a risposte migliori o più sostenibili», concludeva la Merkel.
Apriti cielo. Chavez con toni retorici e sarcasmo velenoso mal celato, risponde da Caracas in Tv nel programma del regime «Alo presidente», e dice: «Il cancelliere tedesco appartiene alla stessa destra che ha sostenuto Hitler ed il fascismo». Un parallelo antistorico tra la Merkel e nientemeno che Adolf Hitler . Zittire Chavez significa alzare il livello del confronto retorico e demagogico. Quindi meglio un gelido e diplomatico silenzio. Come si puo’ d’altronde rispondere ragionevolmente ai paradossi ingiuriosi? Chavez non vuole ingerenze, e una simile presa di posizione da parte del Venezuela comunque significa soltanto una cosa: Chavez non è interessato ad alcuna cooperazione con Europa o Stati Uniti.
Una Nato sudamericana. E' questa la proposta che il presidente venezuelano Hugo Chavez ha avanzato al suo omologo brasiliano Luis Inacio Lula da Silva. Si chiamerà Otas (Organizaciòn del Tratado del Atlantico Sur), in contrapposizione alla Nato, che nel subcontinente viene definita Otan. Si tratta di un Consiglio di Difesa regionale a cui parteciperebbero tutti i Paesi sudamericani. Un progetto ambizioso, in termini economici e politici. Argentina e Cile hanno già comunicato un primo assenso informale. È la prima risposta alla crisi politica che alcune settimane fa ha spinto Colombia, Ecuador e Venezuela sull'orlo di una guerra.
Nota finale, che fa riflettere. Il presidente venezuelano Hugo Chavez "ha finanziato e armato le Forze armate rivoluzionarie colombiane (Farc)". A muovere l'accusa e' il quotidiano progressista spagnolo 'El Pais' sulla base di documenti - denunciati come dei falsi da Caracas - ottenuti dal governo colombiano che in piu' occasioni ha accusato Chavez di contiguita' con le Farc.
Sulla base di alcuni file trovati sul computer del numero due delle Farc, Raul Reyes, ucciso il 1 marzo scorso dalle truppe colombiane in Ecuador, El Pais scrive che "l'8 novembre (2007) Chavez ricevette a Caracas Luciano Marin, conosciuto come 'Ivan Marquez', dirigente delle Farc". L'incontro era stato organizzato ufficialmente, sostiene il Pais, "per promuovere un accordo per uno scambio tra i 44 ostaggi (tra cui Ingrid Betancourt)", nelle mani delle Farc e, "i 500 guerriglieri prigionieri di Bogota'". In realta' in quell'occasione Chavez "approvo' la richiesta di 300 milioni di dollari (194 di euro) avanzata dai guerriglieri marxisti".
In questo clima si apre l’incontro di Lima con la partecipazione del Ministro agli esteri Franco Frattini. Staremo a vedere.
Ermanno Filosa - Italia chiama Italia