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Thu, 12 Jun 2008 07:50:00

California: tassa sul fatturato del porno




Non solo sui profitti. «Non è una questione morale». Repubblicani contrari: «No ad aumento tasse»




WASHINGTON - Un deputato democratico della California, Charles Calderon, ha proposto una tassa del 25 per cento sul fatturato, non i soli profitti, di tutto il porno, soft o hard, dai video agli strip tease e dalle riviste alla tv. Sostiene che è necessaria per colmare l’enorme deficit del bilancio dello Stato della Costa ovest, 17 miliardi di dollari (11 miliardi di euro). L’industria californiana del porno rappresenta ben l’85 per cento dell’industria americana e ha un fatturato di oltre 4 miliardi di dollari annui (2,6 miliardi di euro). Secondo Calderon, costa allo Stato «un occhio della testa» e deve quindi pagare di più.

 

«NON È UNA QUESTIONE MORALE» - Spesso la polizia è costretta a presidiare i night club, ha protestato il deputato, dal mondo del porno le malattie sessuali dilagano nella società, la pornografia ossessiona molti uomini al punto da fare perdere loro l’impiego. «Non è una questione morale», ha tuonato Calderon in aula, «è una questione di giustizia». La proposta, che alletta il governatore Arnold Schwarzenegger ma lo lascia interdetto, ha destato enorme scalpore e ha spaccato in due la California. Mentre alcune ex attrici ed ex ballerine deponevano in aula a favore di Calderon, dicendo di essere state umiliate, sfruttate e a volte violentare, centinaia di dipendenti del porno, uomini e donne, protestavano davanti al Parlamento. E mentre le Chiese e le associazioni familiari inneggiavano alla proposta, le case editrici e produttrici del porno, le tv e i cinema, addirittura la Camera di commercio la denunciavano come un abuso.

 

«LASCEREMO LA CALIFORNIA» - Joy King, il vice presidente della casa cinematografica Wicked pictures, e un membro della Coalizione per la libertà di parola, ha ammonito che la megatassa costringerebbe l'intera industria ad abbandonare subito la California e a trasferirsi in un altro Stato: «La California ne soffrirebbe, e un mucchio di gente rimarrebbe disoccupata». Se la proposta di Calderon diventasse legge, Schwarzenegger si troverebbe di fronte a un dilemma: non sarebbe una violazione della privacy, del diritto alla riservatezza? Ma le probabilità che il deputato vinca la battaglia sono modeste, probabilmente dovrà tornare alla carica l’anno venturo. Il motivo: per diventare legge, bisogna che la proposta ottenga i due terzi dei voti della Camera e i repubblicani sono contrari. «Non perché noi siamo cultori del porno», ha spiegato Chuk De Vore, il loro leader, «ma perché siamo contrari all’aumento delle tasse e a qualsiasi forma di censura, anche mascherata». Calderon comunque non demorde. «So di essere diventato oggetto di barzellette», ha detto. «Ma questa è una cosa seria. Il porno prospera anche quando l’America è in difficoltà economiche. Tassarla è nel pubblico interesse». (corriere)


















































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