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Sat, 14 Jun 2008 19:50:00

Drogati di chat e telefonino




"I media spagnoli hanno dato molta risonanza alla notizia. Il caso dei due adolescenti, infatti, non è isolato. Nella stessa clinica sono ricoverati venti ragazzi in tutto. Per loro la diagnosi è dipendenza dalle tecnologie"




Drogati. Niente cocaina, niente eroina, non si tratta delle classiche droghe. Non è nemmeno il vizio del gioco. Non c'entra il sesso. 

I due ragazzini spagnoli che sono finiti in clinica erano drogati di telefonino, incapaci di staccarsi dal piccolo schermo a cristalli liquidi, autori compulsivi di sms. A loro è stata diagnosticata una "dipendenza da cellulare". Sono stati i loro genitori a spedirli al Centro di igiene mentale a Lleida, nella regione della Catalogna, vicino a Barcellona: andavano male a scuola, arrivavano a mentire per ottenere più soldi da spendere in ricariche del telefono. Adesso, dopo tre mesi di trattamento e senza cellulare, sembra stiano guarendo. Ma dovranno essere seguiti a lungo, forse ancora per due anni.

Maite Utges, la persona che dirige il Centro di salute mentale per l'infanzia e l'adolescenza di Lleida, spiega che tutti e due i ragazzi "mostravano un comportamento disturbato, non riuscivano più ad avere una vita normale"". 

I medici hanno spiegato che i due giovani possedevano il cellulare da un anno e mezzo, ma quel lasso di tempo è bastato perché i genitori perdessero il controllo della situazione. Ecco perché la dottoressa Utges raccomanda che i telefonini vengano proibiti ai minori di 16 anni.

I media spagnoli hanno dato molta risonanza alla notizia. Il caso dei due adolescenti, infatti, non è isolato. Nella stessa clinica sono ricoverati venti ragazzi in tutto. Per loro la diagnosi è dipendenza dalle tecnologie. Telefonino e non solo: anche Messenger, il programma per chattare su internet, ha fatto molte vittime. E dati recenti dicono che il 10% degli adolescenti madrileni soffre della stessa patologia, se così si può chiamare. "I 'sintomi' da tenere d'occhio, come per la videogame-mania sono irritabilità, chiusura in se stessi, comportamento antisociale e pessimi risultati a scuola", spiega un esperto di dipendenze, José Martìnez-Raga, che sostiene che la vicenda di Lleida è solo "la punta dell'iceberg".

Non è la prima volta che gli esperti si pronunciano sull'uso-abuso del telefonino e dei dispositivi tecnologici in generale. Uno studio recente, presentato ai primi di giugno al ventiduesimo Congresso annuale sul sonno degli Stati Uniti ha denunciato che molti adolescenti soffrono di problemi del sonno a causa delle troppe ore che passano attaccati al cellulare. Tra le conseguenze, anche lo stress e, alla lunga, disturbi dell'attenzione e di tipo cognitivo. Il dibattito sull'eccessiva presenza della tecnologia nella vita dei ragazzi, insomma, non accenna a diminuire e preoccupa i genitori spagnoli, e non solo. Tanto che è stata anche creata una guida per insegnare alle mamme e ai papà come gestire il problema, senza avere paura della modernità.

L'era digitale e virtuale, forse, non è così perfetta come sembra.


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