Thu, 03 Jul 2008 20:16:00 La patria grande oggi si chiama Ingrid - di Elisabetta Bianco
"E all´improvviso, gli occhi si irradiano di luce. Ha mutato la pelle, risorge come l´araba fenice..."
di Elisabetta Bianco
Esile, smunta, gracile, scende dalla scaletta dell´aereo.
Attimi di emozioni sospese nel tempo, con l´odore selvaggio degli inferi, da dove oggi torna.
Tolto il copricapo si intravede una lunga treccia che le corona la testa piú volte, la lunga chioma che rappresenta la sfida di tutti quelli che, vivi o morti, hanno lottato per la pace e per la libertá.
La sua voce, all´inizio fioca, diventa a tratti suadente e dolce. È la voce del perdono, è la voce della lode a Dio, è la voce che si trasforma nel respiro di popolo, oggi stretto intorno al suo esercito, intorno al suo leader temerario e tenace, in uno spazio in cui tutto si sovrappone, governo, stato, nazione, patria, popolo, identitá.
La patria grande hoy se llama Ingrid. E all´improvviso, gli occhi si irradiano di luce. Ha mutato la pelle, risorge come l´araba fenice...
Oh gloria inmarcesible! ¡Oh júbilo inmortal! ¡En surcos de dolores El bien germina ya!
(dalle note dell`inno colombiano)
Elisabetta Bianco – Italia chiama Italia
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