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Home / Politica / Ma dov'è finita la destra italiana? – di Roberto Pepe
Mon, 08 Sep 2008 06:08:00

Ma dov'è finita la destra italiana? – di Roberto Pepe


Gianni Alemanno, sindaco di Roma


“Caro Alemanno, basta scopiazzamenti ed inciuci buonisti alla "Uolter". Altrimenti ci tenevamo quello originale!”

di Roberto Pepe



Ma dov'è finita la destra italiana? Faccio la domanda non per il fatto che si sia compattata con Berlusconi, super manager solitario dell'Azienda Italia e quindi indefinibile - anzi, per questo motivo sarebbe lodevole per la scelta di campo decisa che ha fatto il movimento - ma me la pongo per le tortuose e indecifrabili strade che percorrono i vecchi leaders del MSI/AN, impantofolati in grandi ruoli di prestigio.

Ricordiamo a tutti i rappresentanti governativi, ed in particolare a quelli propriamente della destra storica, che il "buonismo" di stampo veltroniano non ha ripagato e non ripagherà mai. Il "ma anche" che vuole accontentare tutti è una dannazione per chi governa, soprattutto se questi ha una maggioranza solida numericamente e concettualmente collimante.

E' comprensibile, d'altronde, che gli esponenti della destra abbiano ancora la sensazione interiore psicologica di doversi perennemente sdoganare a tutti i costi comppletamente, ma ormai il tempo ha fatto il proprio corso. E' ora di poter fare i giusti con severità, anche se basta che quattro teste rasate mascherate di nero accoltellino un compagno dei Centri Sociali, per far parlare i media della vecchia ombra del fascismo che dimora al Campidoglio.

Che sia chiaro: Fini esprime dei concetti condivisibili al 100%, quando parla di immigrati; ma se vuole apparire super-conciliatore, garantista, commette, suo malgrado, l'errore strategico-politico di fare da sponda al demagogico apparato rifondarolo ed al portavoce del PD che propone tali concetti, solo per distogliere l'attenzione dai problemi impellenti, reali che il Governo sta finalmente risolvendo e far parlare d'altro. Insomma come dire: t'hanno messo in mezzo come la pignatta da rompere. La risposta del Presidente della Camera doveva essere: "Ogni cosa a suo tempo. Ora è più urgente fare quello che sta facendo il governo!"

Se Alemanno perde il tempo con i saggi, i critici d'arte, con i Ripa di Meana, solo per ridiscutere un progetto, come il parcheggio al Pincio, già deciso persino dai compagni di sinistra, offre ai "propri" sostenitori l'impressione del sor Tentenna: Tiremm'innanz!

Agiamo, basta parlare. Se succedono i misfatti orrendi a Roma, il mandato categorico che è stato dato al nuovo sindaco è quello della fermezza, senza se e senza ma. Se il governo decide di censire i piccoli rom, lo si faccia senza indecisioni. Basta scopiazzamenti ed inciuci buonisti alla "Uolter". Altrimenti ci tenevamo quello originale!...


Roberto Pepe – Italia chiama Italia


















































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