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Dopo il 25 ottobre del Partito Democratico, oggi le polemiche. Ognuno dice la sua, difendendo il proprio punto di vista.
Il Pd parla di un'opposizione riformista rinvigorita dal successo della manifestazione al Circo Massimo a Roma, mentre per la maggioranza l'evento è stato "un flop" e invita i democratici a confrontarsi con il governo in Parlamento, isolando l'Italia dei Valori.
Polemiche inevitabili il giorno dopo la manifestazione dei democratici, sui numeri e sui contenuti. La capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro accusa di "arroganza" il PdL, che contesta le cifre diffuse dai democratici, mentre Pierluigi Bersani dice: "Dopo il successo di ieri abbiamo più forza per dare al Paese le risposte che aspetta".
Ieri al Circo Massimo c'era anche Antonio Di Pietro, che con il suo banchetto raccoglieva le firme contro il lodo Alfano. L'ex magistrato ha detto di essersi sentito a casa sua. Secondo Di Pietro, ieri Pd e Idv "hanno ritrovato un modo di operare all'opposizione identico, anche sul metodo". Per questo, "ieri ci siamo sentiti a casa nostra" alla manifestazione del Pd al Circo Massimo. "Ora anche i dirigenti del Pd si sono convinti - aggiunge Di Pietro - che con il governo Berlusconi non e' possibile aprire nessun dialogo, perche' tanto lui fa solo gli affari suoi". Dunque, osserva l'ex pm, "oggi anche Veltroni dice le nostre stesse cose".
Sul Pd-day si fa sentire anche Francesco Storace, leader de La Destra, che commenta così: "La disputa sui numeri di ieri e' ridicola. Se al Circo Massimo c'erano appena trecentomila persone, come si faceva a sostenere che qualche mese fa al Colosseo con An ce n'erano mezzo milione? Il PdL spieghi invece come ha fatto a resuscitare Veltroni con quello che sta combinando contro i giovani...".
Per il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, la politica si fa in parlamento e non nelle piazze, mentre Mario Baccini, presidente della Federazione dei Cristiano popolari, ieri - commentando a caldo la manifestazione di Veltroni - ha detto: "Di fronte a una crisi internazionale cosi' devastante non si trova la necessita' di fare uno spot come quello che Veltroni ha messo in scena. Vi e' la necessita', invece, di un governo che avulso dalle tentazioni della demagogia risolva i problemi del Paese come sta facendo l'attuale esecutivo".
Secondo la maggioranza, il Circo Massimo del Pd è stato un vero "flop". Secondo il presidente dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri. "Due milioni e mezzo di persone sono quasi l'equivalente della popolazione di Roma. Se un numero simile di persone fosse arrivato nella Capitale trasportato dal Pd la citta' sarebbe stata sommersa con il raddoppio delle presenze. Invece come si e' visto non e' stato cosi'. Traffico scorrevole e nessun disagio per i cittadini. In realta' si e' trattato di un flop".
"Preoccupa che il principale partito di opposizione sia ridotto in questo stato", aggiunge Gasparri. "Forse Veltroni dopo il fallimento dei duecentomila dovrebbe lasciare il campo ad altri. Il bipolarismo viene messo in difficolta' da una opposizione debole e dedita proprio per questo alla menzogna. Se duecentomila vengono fatti passare per due milioni e mezzo lo stesso metodo della bugia viene usato sulla scuola e su ogni altro argomento. La sinistra del flop e della bugia si cerchi altri capi", conclude.
Il ministro Roberto Calderoli, facendo eco al presidente della Camera Gianfranco Fini, ammette che manifestare è legittimo, ma "in termini numerici, la manifestazione di ieri e' stata un flop". "Sarebbe meglio - dice da Messina il ministro leghista, dove partecipa ad un convegno sul federalismo - tornare vicino alle istanze dei cittadini, perche' per ora c'e' uno scollamento". Sui numeri di ieri, dice: "Facciamo che erano 300 mila... . E' un flop che non e' stato totale solo perche' c'e' stato il coinvolgimento degli studenti. Pero' bisogna considerare che c'e' un distacco tra il Pd e il suo elettorato che non trova risposte nelle proposte che fanno".
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