Thu, 27 Nov 2008 08:40:00 Caro Berlusconi, attenzione all'Europa - di Margherita Genovese
"Attenzione, Berlusca: non cedere al canto delle sirene che viene dall'Europa e dal Partito democratico, e che verosimilmente ha l'intento di farci sprofondare nel debito e attribuirtene le responsabilità "
di Margherita Genovese
Il "facimmu ammunia" di Sarkozy e della Merkel sulla deroga al trattato di Mastreecht non può e non deve indurre in tentazione il nostro governo. Tante volte l'abbiamo chiesta noi, questa flessibilità, e ora che la ottengono gli altri dobbiamo saperne valutare i rischi ed agire con molta cautela. Se è vero come è vero che noi stiamo peggio, a debito pubblico, a competitività e a recessione, significa che la salita per noi è più faticosa e che non possiamo seguire le sirene incantatrici che ci vogliono far deviare dalla strada del risanamento. Per noi sarebbe molto pericoloso uscire da quel sentiero virtuoso che Tremonti vuole percorrere, perchè non abbiamo le stesse risorse di quei Paesi e soprattutto non abbiamo gli stessi ritmi di lavoro, essendo indietro per investimenti industriali, per infrastrutture, e (vogliamo pure autoflagellarci) per qualificazione delle maestranze. Rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di risolvere i nostri problemi con quello che abbiamo a disposizione e con il sovrappiù che possiamo reperire riformando veramente lo Stato e riducendo le spese, cosa che non dovrebbe essere l'anticamera della depressione come si dice, visto che abbiamo scialato per tanti anni, sbagliando clamorosamente le dinamiche dei rapporti lavorativi. Si tratta di cambiare gli stili di vita votati al consumismo sfrenato, riferito a tutta una filosofia comportamentale: consumismo usa e getta, che va dalla quantità infinita di sprechi delle famiglie, alle relazioni interpersonali mai così fatue e precarie. Tremonti continui diritto a difendere lo Stato dai populisti e dai suonatori di piffero: gli stessi che l'anno scorso hanno tassato le tredicesime, oggi, passati all'opposizione, pretendono dal governo la detassazione; gli stessi che hanno tentato durante la campagna elettorale di copiare il programma del centrodestra, e già con Prodi avevano capito che gli italiani consideravano l' Ici sulla prima casa la tassa più iniqua, adesso gridano allo scandalo e cercano di far passare il provvedimento di abolizione come un errore; gli stessi che hanno aumentato le aliquote Irpef alla classe media, adesso chiedono a gran voce di aiutare la classe media, e quelle piccole e medie imprese che sono la bandiera del centrodestra. Solo chi ha cattiva memoria può cadere nella rete di questi abili trasformisti. Attenzione, Berlusca: non cedere al canto delle sirene che viene dall'Europa e dal Partito democratico, e che verosimilmente ha l'intento di farci sprofondare nel debito e attribuirtene le responsabilità. E se al tuo ottimismo viscerale rispondono che non ci sono soldi, suggerisci loro di farsi un giro per i ristoranti romani, dove abbiamo visto che si fa la fila per prenotare un posto. Certo, ci siamo impoveriti: ma non oggi; cari politici; siamo poveri da quando l'euro ci ha fatto passare da due milioni al mese a mille euro, mentre i signori commercianti, quelli che piangono sempre, hanno raddoppiato subito i prezzi senza pietà, e per anni se ne sono avvantaggiati. Adesso le famiglie hanno imparato a difendersi: eccetto gli snob e i popolani che hanno la mania della griffe, adesso ci vestiamo con pochi euro, andiamo ai grandi magazzini e nei mercatini rionali e proviamo gusto a fregarli, questi strozzini. Mia figlia ventenne torna a casa soddisfatta delle sue compere furbette: mamma, ti piace questa gonna? Dieci euro, esclama trionfante! Ti piace questa camicetta? cinque euro! E il giro per le bancarelle con gli amici è diventato uno spasso collettivo. La crisi per noi è arrivata da anni, e il calo delle vendite per i negozi più chic non è una novità. I nuovi ricchi non mancano, e ve li cediamo volentieri...non succederà più di dare priorità a un vestito rispetto a una tassa scolastica o a un corso d' inglese. La socialcard è una buona idea, per cominciare; purchè non se ne approprino i gioielleri e i dentisti, notoriamente poveri. E se fosse, impariamo a disprezzarli, questi ladroni che si sentono furbi; impariamo a distinguerci per quel che siamo, non per quel che abbiamo: quando saremo in tanti a pensarla così, e guarderemo ai guadagni dei parlamentari con serena distanza, forse qualcosa potrà cambiare...e forse i nostri prossimi rappresentanti, una nuova classe politica, non saranno così assetati di denaro e di privilegi, e faranno a meno di fagocitarsi a vicenda. L'esempio viene dall'alto, dicevano i nostri nonni. Visto che dall'alto viene solo sabbia sporca, proviamo a invertire il percorso: e sia il popolo, dal basso, a dare l'esempio di autoregolamentazione dei bisogni e di autogestione delle risorse. Fantascienza? Forse, ma a questo punto, bisogna andare lontano, perchè vicino troviamo solo polvere.
Margherita Genovese - Italia chiama Italia
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