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Home / Politica / Il caso Villari, ma non solo - di Leonardo Cecca
Fri, 28 Nov 2008 08:00:00

Il caso Villari, ma non solo - di Leonardo Cecca


Il senatore del Pd Riccardo Villari (foto Ansa)


"Vabbé, ora però la sinistra ha di che consolarsi, Luxuria ha vinto, vi pare poco?"

di Leonardo Cecca


I capipopolo della sinistra sono spesso caratterizzati da ottusità ideologica, ma sono anche estremamente ingrati. Nel giugno 2006 la sinistra, che allora era al governo, gridò allo scandalo in quanto venne eletto a Presidente della Commissione Difesa Senato De Gregorio (Idv) al posto della designata comunista Menapace, per indenderci, quella persona tanto antimilitarista da voler abolire le storiche e gloriose Frecce Tricolori, perché fonte di inquinamento, anche se poi per i suoi spostamenti usava spesso gli aerei Falcon di Stato. Da comunista non poteva che predicare in un modo e razzolare in un altro. Ad ogni buon conto De Gregorio con la sua elezione evitò un insulto alle Forze Armate ed all'Italia; tutti se ne resero conto tranne la sinistra al governo. Ora è la volta di Villari (PD), eletto Presidente della Commissione Vigilanza RAI al posto del designato Leoluca Orlando. Hanno insultato Villari in ogni modo, lo hanno cacciato dal partito, se fosse stato possibile lo avrebbero messo alla gogna e forse anche squartato vivo nella pubblica piazza. Solo su una cosa sono stati giusti, ma per ottusità ideologica non se ne sono resi conto: hanno paragonato Villari a De Gregorio . De Gregorio, infatti, due anni fa con la sua elezione evitò un insulto al Paese ed ora Villari impedisce ad un personaggio quale Orlando di fare il Presidente della Commisione Vigilanza RAI.  Sì, proprio l'Orlando, che nel 1990 durante la trasmissione televisiva di Rai 3 "Samarcanda" si scagliò, senza alcuna prova, contro il giudice Falcone che a suo dire avrebbe "tenuto chiusi nei cassetti"  dei documenti riguardanti i delitti eccellenti della mafia. Falcone sia allora che in seguito, da persona saggia, ma soprattutto seria ed onesta, sostenne sempre la necessità di prove certe e bollava certe insinuazioni come cinismo politico e come un modo di far politica attraverso il sistema giudiziario. Sempre Orlando il 23 febbraio del 1995 nella trasmissione "Tempo Reale", condotta ancora da Santoro, ebbe la sfrontatezza di affermare:" la mafia usa anche pezzi dello Stato... io mi assumo la responsabilità quando dico che pezzi dello Stato a Terrasini stanno dalla parte della mafia...mi riferisco anche al comportamento equivoco di qualche esponente dell'Arma dei Carabinieri...
 
Io sto formalmente chiedendo all'autorità giudiziaria di indagare sul comportamento del precedente responsabile della stazione dei carabinieri di Terrasini". Il Maresciallo Lombardo, ascoltando davanti la tv quelle infamanti accuse chiaramente rivolte alla sua persona, dieci giorni dopo si tolse la vita. E' doveroso ed onesto far presente che il Maresciallo Lombardo non era uno di quei quaquaraqua soliti a ripulirsi la bocca in trasmissioni televisive di parte, ma un onesto e silente servitore dello  Stato, una persona che senza retorica e/o ombra di dubbio si pò definire un eroe dell'antimafia. Circa la presunta collusione di Lombardo con la mafia, paventata con tanta spregiudicatezza tramite la televisione, non è mai emersa in nessuna successiva indagine. Conclusione, il valoroso maresciallo giace in una bara ed il bavoso politico continua a fare il parlamentare. Non sono di sinistra e non sono un ammiratore del contorto percorso politico di Villari, ma da italiano devo ringraziarlo in quanto ha impedito che un personaggio, che fa solo politica giustizialista, finisse con l'occupare una poltrona di prestigio. Vabbé, ora però la sinistra ha di che consolarsi, Luxuria ha vinto, vi pare poco?
 
 
Leonardo Cecca - Italia chiama Italia


















































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