Fini, messaggio a Berlusconi: "No al cesarismo nel Pdl": Fini ha dato la sua stoccata, una allusione pungente. Una stilettata a futura memoria? Il controcanto di Tremonti: "Forza Italia è una monarchia ottemperata dal più grande quadro di libertà anarchica".
Ma che succede? Non poteva essere più franco, il presidente della Camera ed ex leader di An. Un riferimento chiaro a quanto si muove nella metà campo del centrodestra: "Ci vogliono paletti contro il cesarismo e questi sono rappresentati dalla garanzia di democrazia interna ai partiti".
Siamo colpiti dallo stupore, ci meraviglia questa trovata di Fini? No, non ci sorprende. È normale che sia così. Quado si fondono due movimenti politici, con ancoraggio ideologico simile, queste cose succedono; è possibile che siano iniziate manovre di posizione per i futuri assetti dentro il Pdl.
Intanto apprendiamo da notizie di agenzia che in occasione della presentazione dell'ultimo numero de "L'Ircocervo", rivista che fa riferimento alla Fondazione Magna Charta, Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliariello replicano all'allarme lanciato da Gianfranco Fini sul rischio di 'cesarismo' all'interno del Pdl in assenza di democrazia interna. Il Popolo delle Libertà, si ricorda, "è un partito del leader, e nessuno lo può mettere in dubbio", come nessuno può mettere in dubbio che il leader sia Silvio Berlusconi. Ma il 'cesarismo' è "una categoria vecchia" che non aiuta a compiere "passi in avanti". Bella controstoccata.
Certo, "se Fini - ragiona ancora Quagliariello - pone il problema di un partito che possa vivere anche nelle nuove generazioni, oltre la presenza dell'attuale leadership carismatica, pone un problema sacrosanto. Se invece tende a negare l'origine carismatica di questo nuovo partito compie un errore". Per Quagliariello "il dibattito sullo statuto del partito va spostato dagli iscritti agli elettori, e la Commissione statuto farebbe bene a tenere presente il modello anglosassone e le recenti elezioni Usa". Quel che è certo è che "la stagione dei partiti delle oligarchie appartiene al passato". Per Cicchitto la democrazia interna può svilupparsi "dando importanza maggiore agli eletti", ad esempio per la scelta dei coordinatori comunali e provinciali.
In una lettera al 'Giornale' Bondi fa il punto: “la nascita, la crescita e lo sviluppo di Forza Italia è avvenuta attorno alla leadership di Silvio Berlusconi. Non sarò certo io a negare il valore della leadership carismatica nella politica dei partiti moderni", prosegue Bondi sottolineando come "in questi anni Forza Italia è divenuto un partito moderno, popolare e di massa, casa comune di cattolici e di riformisti, di laici e di credenti, dimostrandosi oltretutto capace di elaborare una propria cultura, una propria piattaforma politica, una propria organizzazione e, non ultima, una propria originale selezione democratica della classe dirigente".
E per concludere una precisazione ironica di Cicchitto: la tendenza del 'cesarismo' "è diffusa in molti partiti", anche se "c'è Cesare e ci sono piccoli Cesari". Una tendenza "non solo italiana", ma presente "in tutto il mondo". Ora in Italia "dietro il leader va costruito un grande partito", con un "retroterra politico-culturale".
Bene. Speriamo che la battuta tra grandi e piccoli Cesari finisca qui. Ma la grande questione ancora aperta, nella fase di nascita del Pdl, è la questione patrimoniale dei due partiti, e poi la natura del Pdl: partito strutturato o “liquido”? Nota finale: ma vuoi vedere che queste sono le prime avvisaglie, mosse di posizione di quella grande tempesta che sarà l'epoca del “dopo Berlusconi”?
Ermanno Filosa - Italia chiama Italia
efilosa@italiachiamaitalia.com