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Home / Politica / Terrore a Mumbai - di Angela Ronchini
Fri, 28 Nov 2008 08:30:00

Terrore a Mumbai - di Angela Ronchini




"Alza la testa Europa, drizza la schiena, alza la testa Italia, drizza la schiena, hanno ucciso uno di noi, difendiamoci: siamo in guerra, dobbiamo combattere per noi, per i nostri figli, per un futuro libero e democratico"

di Angela Ronchini


Appena una settimana fa, discutevamo sull'agenda della politica estera del nuovo Mr. President Barack Obama: certamente non sarebbe cambiata di molto, sarebbe cambiato l'approccio tattico, ma non il tono e le priorità. Ebbene da ieri, dopo l'attacco di Mumbai e la spietata selezione dei passaporti operata dall'esercito dei terroristi, non solo non potrà cambiare l'approccio tattico, ma l'agenda delle priorità l'ha fatta ancora una volta Al Qaida!

200 giovani armati, con una potenza di fuoco incredibile, che arrivano dal mare, che attaccano 10 obiettivi simultaneamente, tra cui un ospedale per deviare l'attenzione dal vero obiettivo, occupano tre grossi alberghi e un centro ebraico, selezionando e dividendo secondo passaporto gli ostaggi, non possono semplicemente essere considerati fondamentalisti esaltati ed incompresi o terroristi kamikaze, ma sono un battaglione ben addestrato di un esercito efficiente e con grandi potenzialità economiche e logistiche, che ha preparato per mesi una tale azione, anche forse, anzi sicuramente, per mandare un messaggio chiaro al nuovo Mr. President chiunque fosse stato: il gioco lo vogliamo condurre ancora noi, attento che posso fare anche di più!

Giocano sul sicuro: noi occidentali dal 11 settembre in avanti non abbiamo fatto altro che fiancheggiarli. Mentre gli americani cercavano una strategia comune contro il pericolo jhadista, noi europei siamo riusciti a fare centinaia di manifestazioni contro l'intervento in Iraq, urlare ai cattivi americani quando bombardando le basi talebane muoiono dei civili (a nessuno viene mai in mente di chiedersi cosa ci facciano donne e bambini in zone a rischio, come mai i tanto rispettabili talibani tengano civili nelle zone dove sanno che ci saranno azioni militari e scontri armati, che magari lo facciano di proposito per suscitare l'indignazione dell'opinione pubblica mondiale contro il diavolo Bush?), non abbiamo alzato un dito quando hanno cominciato a massacrare i cristiani in Indonesia, nel nord dell'India, in Iraq, nel rispetto del multiculturalismo etnico-religioso in Gran Bretagna è stata autorizzata la Sharia, in Spagna tolti i crocefissi dalle aule per rispetto del laicismo dello Stato, nel mentre, poi, siamo precipitati in una grossa crisi economica, vogliamo aprire le porte dell'Europa alla Turchia del fondamentalista Erdorgan ed in fondo ci viene anche qualche dubbio su l'esistenza di Israele e, chissà, magari è giusto che l'Iran sviluppi il nucleare!

E mentre siamo occupati a decidere come essere sempre più politically correct, andare nella direzione del dialogo e del confronto per una pace galattica, quelli fanno proseliti, addestrano eserciti, hanno risorse finanziarie illimitate, si radicano nei paesi più facilmente indottrinabili, là dove la crescita e lo sviluppo economico creano più differenze nei nuovi stili di vita, giocano col prezzo del petrolio per tenerci in scacco, ed infine da anni ci hanno dichiarato guerra e la combattono contro un nemico assolutamente incapace di una qualche seppur tiepida reazione. Noi abbiamo il terrore a pronunciare la parola guerra, discriminazione, sicurezza, combattere : loro lo fanno. Noi siamo in guerra e non possiamo difenderci, noi siamo i discriminati considerati esseri inferiori o da convertire o da eliminare, noi non possiamo metterci in sicurezza perché il nostro concetto di democrazia stessa ce lo impedisce, nel mentre, loro ci attaccano e ci distruggono: il ventre sazio degli europei, i troppi anni di ideologie pacifiste, sinistrorse, la paura della guerra, ci hanno impedito di fermare questa lenta, ma inesorabile conquista militare da parte del'Islam. Svegliamoci europei, la guerra è alle porte, l'esercito di Maometto ci sta attaccando, se vogliamo la pace prepariamo la guerra, “vis pacem para bellum” erano soliti dire i Romani. Dobbiamo combattere, per essere liberi di andare in vacanza, per poter lavorare senza timore di essere uccisi, perché nessuno ci chieda da dove veniamo e chi siamo, perché non ritorni il pericolo di essere ucciso solo in base alla religione, quello che hanno fatto i soldati di Allah a MUMBAI è quello che facevano i nazisti con gli ebrei, identificazione, isolamento, annullamento, eliminazione: solo che ora vogliono anche americani e britanici, poi a chi toccherà alle donne, ai bambini, ai cristiani, ai protestanti, agli ortodossi e perché no ai greci, agli austriaci, ai russi, agli spagnoli...... ci conquisteranno, ci metteranno il velo, ci toglieranno la libertà. Già lo hanno fatto: abbiamo paura, viviamo nella paura di contradirli, di urtare la loro suscettibilità, di offenderli e per questo ci pieghiamo, ci prostriamo di fronte a loro, che, per questo, ci deridono e, impunemente, ci massacrano, ci uccidono senza che si osi una qualche reazione che non siano parole di orrore e dolore, sempre unite ad una continua offerta di pace e dialogo che non vogliono né gli interessa!

Alza la testa Europa, drizza la schiena, alza la testa Italia, drizza la schiena, hanno ucciso uno di noi, difendiamoci: siamo in guerra, dobbiamo combattere per noi, per i nostri figli, per un futuro libero e democratico. Forza Europa tendi la mano al nuovo Mr. President, non avere paura: solo con il coraggio della ragione, con la forza del sentimento, con l'orgoglio delle proprie radici, liberi dalla paura, liberi di combattere, liberi..... di essere e non di sembrare, solo così vinceremo questa guerra del terrore. Furono fermati alle porte di Vienna nel 1637, erano partiti dall'Impero Ottomanno, ora hanno dovuto muoversi da più lontano, ma avanzano più rapidamente: fermiamoli con il coraggio del nostro essere liberi e orgogliosi di esserlo, con la forza delle nostre tradizioni e il coraggio del combattere, del pensiero, della parola, dell'azione. Hanno fatto un salto di qualità, facciamolo anche noi!


Angela Ronchini - Italia chiama Italia


















































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