Fri, 28 Nov 2008 08:20:00 Terrorismo internazionale: mai abbassare la guardia - di Gabriele Polizzi
Abbiamo abbassato la guardia, presi com'eravamo dalle elezioni americane e impegnati a trovare soluzioni concrete alla crisi economica mondiale
di Gabriele Polizzi
Chi predica il disarmo unilaterale è servito. Chi si atteggia a colomba della pace in un mondo di falchi, parli ora...o taccia per sempre. Il matrimonio tra finti pacifisti e veri antiamericani è alle corde. Ci spieghino costoro se è arrivato il momento di rimpangere Bush, il texano dagli occhi di ghiaccio, il presuntuoso sceriffo del mondo, l'ottuso ma strenuo difensore dei valori occidentali. Abbiamo abbassato la guardia, presi com'eravamo dalle elezioni americane e impegnati a trovare soluzioni concrete alla crisi economica mondiale. Ci siamo illusi che Obama potesse cambiare l'America e il mondo, ma abbiamo sbagliato la prospettiva: non è l'America che deve cambiare, ma quella parte del mondo che vive ancora nel medioevo, che giustifica le sue aberrazioni culturali, l'odio interrazziale e interreligioso, lanciando anatemi contro l'Occidente. Eccoci qui, ancora una volta, a sentire di morti ammazzati e ostaggi prigionieri, e l'impotenza ci assale. Perchè, nonostante gli anni spesi a combattere il terrorismo, mentre l'America contava le sue vittime, dentro e fuori il Paese, noi l'abbiamo lasciata sola. L'abbiamo criticata, l'abbiamo offesa con le nostre accuse di superbo unilateralismo, dimenticando che è proprio l'America, con la sua storia, con la sua immagine di ricchezza, con la sua democrazia, con la forza delle sue idee, a essere il bersaglio più scoperto, l'obiettivo sensibile più colpito dal terrorismo internazionale. Leggiamo la dichiarazione di un giovane inglese, un turista forse, o forse un reporter, che si è salvato dall'inferno di Mumbay per aver detto ai sequestratori di essere italiano, e ce ne rallegriamo per lui: ma non possiamo fare a meno di pensare che, se essere inglesi o americani significa essere in prima linea contro il terrorismo, dovremmo stare tutti con loro, ammirarli per il loro coraggio e condividerne i rischi e le battaglie...senza se e senza ma.
Gabriele Polizzi - Italia chiama Italia
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