Silvio Berlusconi, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, parla della possibilità di uscire dalla crisi in Italia e in Europa e invita gli italiani, in particolare il ceto medio, a ''non cambiare stili di vita e abitudini''. Questo perchè, dice, la durata e l'entità della crisi finanziaria ''dipendono da tutti noi''.
''E' arrivata la crisi globale - ha detto il premier - si temeva il panico delle banche e che qualcuno perdesse i risparmi", così "siamo intervenuti. Questo non puo' succedere. Si temeva per le imprese: siamo intervenuti aumentando il monte-prestiti per le imprese che possono produrre e investire come prima".
Oltre le imprese, le famiglie: "Ai cittadini consumatori siamo venuti incontro per quanto riguarda le fasce piu' deboli. Il ceto medio ha possibilita' di spendere come prima. L'estensione temporale e l'entità della crisi dunque dipende da tutti noi''. Diversamente, si innesca quel ''circolo vizioso, una spirale negativa che si puo' manifestare e che noi dobbiamo cercare di fermare. Dipende da tutti noi, cittadini italiani ed europei'', ha sottolineato il presidente del Consiglio, che assicura di stare facendo di tutto "perche' anche gli altri governi invitino i cittadini a un consumo consapevole. Abbiamo fatto tutto ciò che potevamo fare secondo le nostre disponibilità di bilancio''.
Parlando del piano per le infrastrutture, ci sono "ottanta miliardi che passano dalla cassa pubblica all'economia privata". "La settimana prossima - ha spiegato Berlusconi - il Cipe sblocchera' 16,6 miliardi di investimenti per le infrastrutture. Abbiamo trovato un metodo per evitare che passino i due anni che di solito intercorrono tra la decisione e i lavori". "E' notorio il deficit che abbiamo rispetto agli altri paesi per quanto riguarda le opere infrastrutturali", ha sottolineato il premier.
E nel giorno in cui il governo vara il pacchetto anticrisi, Silvio Berlusconi rivolge un appello agli avversari politici: "Diamoci un mano, guardando come stella polare all'interesse di tutti gli italiani". Parole pronunciate al termine della conferenza stampa, e riferite sempre alla difficile situazione economica internazionale. "Visto che le prossime elezioni sono tra quattro anni e mezzo - dichiara il premier - si cessi di essere sempre in campagna elettorale e ci si metta insieme, per dare una mano".
Nel corso del colloquio coi cronisti, il presidente del Consiglio - proprio mentre il leader della Cgil Guglielmo Epifani conferma lo sciopero generale del 12 dicembre - minimizza la portata del conflitto: "Abbiamo dato sostegno alle imprese e ai cittadini con questo provvedimento - sostiene - e abbiamo raccolto il parere favorevole di molte categorie". Compreso quello di "gran parte dei sindacati".
Il governo, come si vede, ce la sta mettendo tutta: in una situazione di drastica crisi, trovare soldi è sempre difficile. Dovrebbero capirlo alcuni sindacati, che continuano a manifestare e a sputare sentenze. I quattrini scarseggiano, e c'è bisogno di fare una lista delle priorità. Noi, su Italia chiama Italia, lo abbiamo spiegato in mille modi diversi. Certo che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire...
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