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Home / Politica / Quando i professori faranno i professori? - di Roberto Pepe
Sat, 29 Nov 2008 16:48:00

Quando i professori faranno i professori? - di Roberto Pepe




"La Gelmini terminerà il proprio compito quando riuscirà a far fare ai professori, i professori; agli studenti, gli studenti ed ai bidelli i bidelli; tutti inquadrati nel proprio compito e gestiti (tutti) con la sana, giusta, meritocrazia"

di Roberto Pepe



Non è stato sufficiente che il Presidente Napolitano si sia dichiarato a favore di una indispensabile convergenza decisionale e che la sempre più attiva Ministro Gelmini abbia recepito gli emendamenti prospettati dal PD e dai Dipietristi focosi (tra cui l'avvento della meritocrazia nell'Università), perché la legge 180 sarà sfiduciata da quella stessa opposizione che l'ha voluta condizionare nella forma e nella stesura finalizzata. Ma per fortuna questo Governo ha i numeri sufficienti per camminare sicuramente da solo. Tanto, comunque, gli oppositori hanno già tirato fuori la solita tiritera che è stata colpa del Governo dittatoriale che non "collabora". Con quale faccia, questa volta non si sa...  Insomma, il decreto che introduce per la prima volta delle tangibili ed effettive sanzioni contro le baronie universitarie, escludendo dagli aumenti economici e sovvenzioni varie e dalla casta delle commissioni dei concorsi chi non lavora veramente, decreto che potrebbe essere un manifesto espresso dalla sinistra populista contro i poteri occulti (e non tanto), viene diconosciuto e contrastato da quella parte di sinistra ormai allo sbando ideologico, sempre più arroccata su posizioni infantili di negazione a tutto e a prescindere.

Una cosa è certa: dire che non si vota il decreto Gelmini solo perché nel suo complesso non soddisfa, pur ritenendo valide ed indispensabili molte innovazioni apportate con lo stesso aiuto offerto da preparati esponenti del PD, come Nicola Rossi, ordinario alla Facoltà di Economia Politica a Tor Vergata, è un controsenso plateale e vergognoso. Turarsi il naso e votare contro come ammette Ichino e molti altri non è stato un esempio molto edificante per un "governo ombra", molto svanito in questo caso.

Ma quello che sconcerta più nell'immagine mediatica sono quelle foto di quegli sciagurati studenti (lo sono?) che gridano "buffone" al neo rettore Luigi Frati a Roma ed egli, come tra i banchi della pescheria, che grida la solita offesa (quando uno si vede sopraffatto): "fascisti". Come d'altronde ha fatto la Guzzanti andata a predicare in una Università di Udine (a quale titolo, non si sa) sparando un: "Fascista, fuori dalle palle" ad un professore che contestava la sua presenza.

Mi dispiace, questa non è democrazia, questa non può essere la sede dell'Università, tutto questo è anarchia tribale priva di qualsiasi regola di vita sociale. Non sussiste la dimostrazione, il malcontento: tutto ciò è un enorme "casino" dove sono esattamente invertiti i sacri principi della democrazia: qui, in Italia, ora, pochi violenti condizionano l'enorme maggioranza del Paese, supportati da pochi politici ideologizzati incattivitisi, perché estromessi  dal potere.

La Gelmini terminerà il proprio compito quando riuscirà a far fare ai professori, i professori; agli studenti, gli studenti ed ai bidelli i bidelli; tutti inquadrati nel proprio compito e gestiti (tutti) con la sana, giusta, meritocrazia.


Roberto Pepe - Italia chiama Italia


















































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