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Sky, niente più Iva agevolata: "Un favore a Mediaset", accusa l'ad di Sky, Mockridge. L'opposizione insorge
Sun, 30 Nov 2008 13:52:00 Sky, niente più Iva agevolata: "Un favore a Mediaset", accusa l'ad di Sky, Mockridge. L'opposizione insorge
Il pacchetto anticrisi del governo prevede anche il raddoppio, dal 10 al 20 per cento, dell'Iva sugli abbonamenti alle pay tv. Una misura che colpisce particolarmente Sky. Il Pd attacca Berlusconi e denuncia: conflitto d'interesse. GUARDA IL VIDEO
Sei un abbonato Sky? Dal primo gennaio del 2009 ti costerà di più, a te come agli oltre 4 milioni e 600mila abbonati di Sky che saranno costretti a pagare più tasse. Infatti, tra le pieghe del decreto anticrisi, il governo ha inserito una norma che abolisce l'Iva agevolata per i canoni di abbonamento alle pay tv, che crescerà dal 10 al 20 per cento.
"Una decisione che va nella direzione opposta - osserva l'Amministratore delegato di Sky Italia Tom Mockridge - rispetto a quanto stanno facendo gli altri governi, impegnati a sostenere la capacità di spesa dei cittadini e la crescita delle imprese in una congiuntura economica così difficile". Una "tassa" che rappresenta "un favore a Mediaset", accusa l'ad di Sky Mockridge.
Il governo fa quadrato in difesa del provvedimento. Spiega La Russa: "Anch’io sono abbonato a Sky ma non bisogna dimenticare che quando nacque la pay tv noi demmo uno sconto che gli altri non avevano. Oggi è stata riportata a livello degli altri, è cioè stato tolto un privilegio". Per il ministro della Difesa, infatti, "in tempi di crisi i privilegi vanno tolti a tutti". Più cauto il il ministro del Welfare Maurizio Sacconi: "Se sarà mantenuto l’aumento dell’Iva per Sky dal 10% al 20% come previsto dal pacchetto anti-crisi lo deciderà il Parlamento che è chiamato a trasformare in legge il decreto".
Intanto l'opposizione attacca. "C’è poco da fare. Il conflitto di interessi è destinato a caratterizzare di nuovo il corso di questa legislatura. La scelta, di fatto, di penalizzare Sky attraverso una norma inserita nel decreto anticrisi è la conferma che quando si toccano gli interessi nel campo televisivo scende come un macigno nella politica italiana l’eterno conflitto di interessi che accompagna da sempre la destra berlusconiana", afferma il deputato del Pd Giorgio Merlo, vice Presidente Commissione Vigilanza Rai che parla di un "malcostume politico che aleggia attorno al caso Villari" che "conferma platealmente" il conflitto d’interessi dovuto al fatto che il presidente del Consiglio è proprietario di televisioni.
Antonio Di Pietro parla di una "norma scandalosa". "Berlusconi, come al solito, invece di lavorare per gli interessi dei cittadini, pensa a tutelare i propri affari", accusa il leader dell’Italia dei Valori. Sulla stessa linea Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21: "Il governo tratti Sky come ha trattato Rete4. Quando si è portatori insani del virus del conflitto d’interessi non si può invocare la clemenza della corte. Può persino rispondere alla verità che il governo presieduto dal proprietario di Mediaset non volesse colpire alle spalle uno dei pochissimi concorrenti sopravvissuti, ma la decisione assunta è sbagliata nel metodo e nella sostanza. Il governo ha un solo modo per manifestare pacatezza e moderazione ed è quello di riservare a Sky (e non solo a Sky) , la stessa amorevole attenzione che, proprio all’inizio di questa legislatura dedicò alla proprietà del medesimo presidente convenzionando un bel decreto per illuminare Rete4 e per spegnere Europa7". Silvio Berlusconi si difende, spiegando che il conflitto di interessi non esiste, visto che anche Mediaset sarà penalizzata nel caso questa norma dovesse passare: "Sky non e' un concorrente di Mediaset - precisa Berlusconi - in quanto viaggia sul satellite e ha altre regole. Il provvedimento ha penalizzato anche Mediaset che sta per far partire una tv su abbonamento. Questo dimostra che hanno inventato il conflitto di interessi" ( http://www.italiachiamaitalia.net/news/124/ARTICLE/12305/2008-11-30.html).
Italia chiama Italia

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