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Home / Politica / Pdl: niente "cesarismo". Eppure... - di Ermanno Filosa
Tue, 02 Dec 2008 08:50:00

Pdl: niente "cesarismo". Eppure... - di Ermanno Filosa


Denis Verdini, coordinatore nazionale di Forza Italia


"Affermare 'date a Cesare il Pdl che è di Cesare. Congratulazioni e figli maschi. E Fini si accontenti di una fascia nera a lutto per ricordare una nascita che per lui è la morte politica', è un giudizio carico di provocazione, ispirato dal desiderio di fomentare rotture insanabili, come se Fini fosse il pollo dell'ultima ora, offendendone così la sua intelligenza politica"

di Ermanno Filosa


Il clima da “dopo-Berlusconi” già  annuncia apprensione, “embolo politico” nella nascente vita del Pdl. Non si può fare finta di niente: qualcosa si è incrinato, non rotto, ma gravemente lesionato. La Russa, il reggente degli anennini,  convoca i quadri per spiegare che "nel nuovo soggetto entreremo con la nostra identità, non c'è nessuna bandiera da ammainare".Ma nei corridoi della politica-partitica finisce di nuovo sotto malcelata denuncia quel rapporto 70 a 30 per quanto riguarda i posti da dare a FI e ad AN in primavera.

Insomma, i rapporti di forza fanno a pugni con le ambizioni politiche e con il ruolo storico del partito di Almirante. L'unificazione di due o più partiti è sempre un dramma: ricordiamo quella socialista tra Psi-Psdi, le lotte, le gelosie, la figura surreale dei “co-segretari” e la inevitabile scissione e la rinascita del Psdi. Tempi creativi e amari.

Quale cesarismo? La Russa: "Conosco bene Fini, e quando parla non usa giri di parole, quello che ha riferito era in senso politologico, in assoluto". E poi precisa: "Anche se non gli ho parlato, senza riferimenti a fatti attuali, quando Fini ha da muovere obiezioni, non è certo il tipo che le manda a dire". Contraddizione. Ma allora Fini vuole “muovere obiezioni”, e perchè?   

Consiglio nazionale di Forza Italia di venerdì scorso: il  breve intervento  di Berlusconi  ha presentato l'intera operazione di nascita del Pdl come una semplice evoluzione di Forza Italia e non della confluenza dei due partiti. Una svista? Una riaffermazione potente di leadership? Fatto sta che non aver nominato An  ha  acceso gli animi dalle parti del partito di Fini. Da qui, ritengo, il rilievo sul “cesarismo”.

Forza Italia, in un primo momento,  fa finta di nulla. Bonaiuti  sorvola e dice  "non dimentichiamo che Giulio Cesare non era certo un personaggio negativo: varcò il Rubicone e portò sulla scena nuove classi produttive". E ieri sui rischi di cesarismo paventati dal presidente della Camera Gianfranco Fini, Denis Verdini, coordinatore di FI,  precisa: “Non penso Fini si riferisse a noi anche perché egli ha aderito con entusiasmo già nei mesi precedenti al 13 aprile. Ricordiamoci che nel 2006 con la discontinuità, con le tre punte non è che noi del centrodestra abbiamo fatto un bel risultato”. Una stagione, sottolinea, “archiviata con 14 milioni di voti”. Ma allora Fini parla a vanvera. E a chi si riferiva? Un mistero veramete buffo, perchè  intanto Fini precisa: ''Leadership  non vuol dire seguire la pubblica opinione, vuol dire capire che cosa la pubblica opinione chiede per evitare che domani ci sia una condizione peggiore''.

E vi è addirittura chi in questo clima  chiama in causa Spartacus e la sua clamorosa rivolta, come se Fini fosse "uno schiavo politico"; la posizione sempre più forzitalista, poi, dei due rappresentanti di An, Larussa e Gasparri, ha forse irritato o preoccupato Fini. E così, si afferma,  la reazione del presidente della Camera al battesimo autogestito del Pdl con l'accusa di cesarismo suona un poco come la rivolta dello schiavo/gladiatore Spartacus. Paragone veramente irreale. Pura fantasia speculativa. 

L'intelligenza politica di Fini prenderà atto che Silvio Berlusconi è un “unicum”,  irripetibile. Addirittura “irriproducibile” la sua maniera di tenere i rapporti politici e la capacità umane e il facino naturale dell`uomo. Una capacità creativa in senso economico e sociale invidiabile. La questione è un`altra:  il Pdl  potrà anche essere fluido, leggero, carismatico  e  televisivo, ma  all'interno deve essere ben chiaro un  metodo democratico per evitare che nell'epoca del dopo- Berlusconi prevalga il clima di rissa. Se cesarismo vi è, questo non è trasferibile in eredità. E la battaglia per uno statuto del Pdl  con chiari e fermi paletti di procedimento democratico per la selezione della classe dirigente, deve essere un impegno assoluto per tutelare in futuro la stessa vita duratura del partito unico. E ricordiamoci: unificazioni e scissioni nel quadro storico politico italiano, furono esperienze tormentate, a volte rovinose. Statuto di ferro è un imperativo categorico. A patto che vi sia volontà politica serena e costruttiva, non distruttiva.

Affermare “date a Cesare il Pdl che è di Cesare. Congratulazioni e figli maschi. E Fini si accontenti di una fascia nera a lutto per ricordare una nascita che per lui è la morte politica”, è un giudizio carico di provocazione, ispirato dal desiderio di fomentare rotture insanabili, come se Fini fosse il pollo dell'ultima ora, offendendone così la sua intelligenza politica.


Ermanno Filosa - Italia chiama Italia

efilosa@italiachiamaitalia.com


















































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