Berlusconi aggiunge che la sinistra "difende i ricchi e i consumi non necessari pur di venire contro di noi", ma quando Tremonti spiegherà le ragioni che hanno portato il governo a decidere la norma sull'Iva per Sky "perderà completamente la faccia di fronte agli italiani e si vergonerà fino alla fine". "Considero la reazione della sinistra una cosa vergognosa - dice il premier - e visto che qualcuno, anche personaggi della nostra maggioranza, chiede che si torni alla situazione iniziale allora sono d'accordo". Il presidente del Consiglio rivendica il fatto che il governo con la norma su Sky "non ha aumentato le tasse, ma tolto un privilegio. C'è un'Iva del 20% per tutti, Sky aveva il 10%. Se la sinistra chiede, difendendo i ricchi e i consumi non necessari pur di venire contro di noi, allora da parte mia sono d'accordo". Tuttavia, aggiunge Berlusconi, quando il ministro dell'Economia spiegherà le ragioni di quell'aumento "secondo me la sinistra perderà completamente la faccia di fronte agli italiani: Tremonti infatti - continua Berlusconi - è andato a vedere dove ci fossero sprechi e privilegi e ha fatto questa cosa. Quando gli ho domandato perchè l'avesse fatta, lui mi ha dato una certa risposta che adesso darà a voi, lasciamola dare a lui". "Però, visto come la sinistra ha reagito - attacca ancora il premier - io aspetto di vedere cosa farà quando Tremonti avrà chiarito le cause del suo agire e ancora una volta, secondo me la sinistra perderà completamente la faccia di fronte agli italiani. Si vergogneranno fino alla fine, vedrete...".
Nel frattempo, il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, che ha l'abbonamento a Sky, dopo le recenti decisioni del governo, dice all'ADNKRONOS, "ho dovuto fare la disdetta. Ho fatto i conti e mi costava troppo, anche se mi dispiace molto". Cossiga aggiunge di aver "inviato una e-mail in proposito anche al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti". Secondo il senatore a vita, accanto alla misura sull'Iva, per evitare le polemiche sul conflitto di interessi, sarebbe stato opportuno "aumentare per Mediaset, La7 quanto dovuto per la concessione e aumentare lo stesso canone Rai. Ma io - conclude - non faccio politica, sono solo un anziano senatore, e perdipiu' fra quelli con la dichiarazione dei redditi piu' bassa".
Insomma, questa storia del caso Sky ha aperto nuove polemiche e nuovi fronti di battaglia. Intanto, secondo alcune indiscrezioni, il governo starebbe lavorando a un punto di mediazione sulla controversa questione dell'aumento dell'Iva per le Pay Tv. Secondo quanto si apprende da fonti di agenzia, infatti, all'interno della maggioranza e nel governo si starebbe valutando l'ipotesi di scaglionare in tre anni l'aumento dell'imposta; il decreto anti-crisi dovrebbe prevedere il passaggio dell'Iva dal 10 al 13% nel 2009, del 17% nel 2010 e, infine, del 20% nel 2011.
Berlusconi, però, non conferma queste indiscrezioni durante la conferenza stampa: "non so nulla", dice.
Il governo continua comunque a difendere la decisione di aumentare la tassa gli abbonamenti alle Pay Tv, anche se la disposizione, di fatto, raddoppia l'imposta portandola dal 10 al 20%.
Secondo Tom Mockridge, AD di Sky Italia, l'aumento non solo colpisce le famiglie italiane, già di fronte a "tempi difficili", ma è anche in contrasto con l'impegno preso dal governo di aiutare le imprese a crescere. In una dichiarazione citata dai media italiani, Mockridge avrebbe affermato che Sky in Italia ha dato lavoro a 5000 persone, oltre ad aver contribuito con 305 milioni di euro l'anno di tasse; ai sensi del nuovo provvedimento, questo comporterebbe un aumento di tasse per 580 milioni di euro.
In Italia sono circa 4,6 milioni le famiglie abbonate a Sky e il raddoppio dell'IVA significherebbe un aumento medio di 50 euro l'anno.
Secondo quanto riportato sul quotidiano La Stampa, anche la RAI, il servizio pubblico di radiodiffusione, che detiene il 34% del mercato, subirebbe effetti negativi: il pacchetto anti-crisi comporterebbe per la Tv di stato il congelamento del canone agli attuali € 106.
Da ultimo la polemica lanciata dai produttori italiani di film porno (HARD O SOFT? GALLERY E VIDEO Torna la tassa sul porno. Tinto Brass: "Ci vogliono tristi"; Eva Henger: "Tassa ipocrita"; Rocco Siffredi: "Italia moralista e bigotta"), secondo i quali l'innalzamento al 25% dell'Iva sui profitti da film, spettacoli e libri, che hanno "espliciti" contenuti di carattere sessuale, comporterebbe un aggravio enorme per un settore già in crisi a causa della libera e incontrollata disponibilità di pornografia su Internet.
Sky, secondo fonti attendibili e a meno di un cambio di rotta da parte del governo, sarebbe orientata ad aumentare gli abbonamenti del 10%; inoltre avrebbe deciso di non rinnovare l'accordo con il cinema italiano, grazie al quale acquistava i diritti di tutte le pellicole che superavano una certa cifra al box-office.
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