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Home / Politica / Un grande progetto Costituzionale per un nuovo assetto delle amministrazioni locali - di Roberto Pepe
Thu, 04 Dec 2008 07:53:00

Un grande progetto Costituzionale per un nuovo assetto delle amministrazioni locali - di Roberto Pepe




"Attenzione quindi a non pubblicizzare solo "l'abolizione delle Province". La gente resterebbe confusa!"

di Roberto Pepe


Gianluigi Paragone su Libero centra il problema. Nell proporre l'abolizione delle Province che funzionano e fanno il proprio lavoro senza interferire con le altre sovrapposte strutture pubbliche, la popolazione locale potrebbe avere la sensazione che verrà a mancare un qualcosa di indispensabile. Certo, questa è la realtà in gran parte del Nord, dove molti Comuni, Province, Comuni, Regione e Comunità montane, con la Prefettura, sono tutti Enti monocolori e svolgono all'inisono il proprio lavoro a favore della comunità da gestire. Ma quando andiamo, per esempio, a Roma dove insistono pure i Municipi circoscrizionali ed ogni livello di competenza ha un colore politico diverso, anche una cosa normale come il rifacimento del manto stradale o la potatura degli alberi diventa un'impresa burocratica titanica.

Va chiarito che il nuovo assetto amministarativo locale va completamente riorganizzato. Le funzioni della Provincia non vanno eliminate, sic et simpliciter, assegnandole e ridistribuiendole tra Comune e Regione. Bisogna effettuare un grande progetto costituzionale che riformuli completamente le varie responsabilità, oltre che ridisegni nuovi confini di competenza.

La grande città Capoluogo come Roma, Milano, Venezia, Napoli, Palermo... devono assumere un nuovo ruolo, a se' stante, proprio per non soffocare le restanti città ex province (Basti guardare Rai3 Lazio, dove il 90% dei problemi evidenziati insistono su Roma), mentre dal basso bisogna eliminare anche la funzione Comunale ai piccoli centri con qualche migliaio di cittadini. Questi dovranno scalare a livellio di Municipio decentrato con una sola rappresentanza comunale, accorpandoli tra di loro e facendoli dipendere da un nuovo Comune centralizzato in una vicina cittadina scelta per elezione o per comunanza culturale.

Quelle che sono le attuali giuste istanze nel formulare nuove province che bramano separsi dalle attuali, potrebbereo aver maggiormente sfogo creando, invece, nuovi grossi Comuni con più potere amministrativo. L'ex provincia, addirittura, potrebbe tramutarsi, (al limite) se piccola, gestendo la stessa unità territoriale, diventando un grosso Neo Comune, che coordini i Municipi accorpati con delega comunale.

La giusta paura leghista di vedere fagocitate le piccole-medie cittadine autosufficienti e prospere nel calderone della megalopoli centrista regionale non avrebbe più motivo, perché, non solo non verrebbero bloccate, ma anzi le nuove entità (il grosso Neo Comune) acquisterebbero potere funzionale operativo diretto su quell'area che ora devono dividere con altre realtà pubbliche. Ricapitolando: esisterà solo la Regione ed i Comuni con dipendenza sui Municipi decentrati accorpati. I Capoluoghi e Roma Capitale, per l'estensione avranno uno Statuto a se' stante (volendo addirittura al di fuori) nell'impostazione regionale, come se fossero una Neo provincia.

Quindi se leggiamo il Neo Comune come una ex-provincia più piccola di dimensione, ma in più gran numero e con più autonomia gestionale, saremmo contenti tutti, perché tutti avremmo risparmiato una barca di soldi.

Attenzione quindi a non pubblicizzare solo "l'abolizione delle Province". La gente resterebbe confusa!


Roberto Pepe - Italia chiama Italia


















































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