È arrivata la bufera, forse anche per la Jervolino e per Bassolino. Dopo il suicidio di Nugnes, dopo le parole sferzanti del Capo dello Stato, dopo la “sentenza a mezzo stampa” di Gustavo Zagrebelsky, sembra chiaro che all’orizzonte ci sia una raffica di provvedimenti giudiziari in grado di sconvolgere gli assetti politici della Campania.
E allora come ne uscirà la sinistra, già resa impresentabile dallo scandalo rifiuti?
Realisticamente, tre saranno le mosse: le solite. Primo: cercare di fare in modo che, nelle inchieste, siano coinvolti anche esponenti di centrodestra. Secondo: alimentare una campagna mediatica genericamente rivolta contro tutti i politici, evitando distinzioni, e mettendo tutti in un unico calderone. Terzo: resuscitando le liste civiche e la “società civile”, cioè - in realtà - travestendo da società civile figure di comodo, già controllate e controllabili politicamente.
All’inizio degli anni ‘90, questa fu l’operazione dei “sindaci”: ora, ripeterla pari pari sarà più difficile, visto che la catastrofe (anche morale) del centrosinistra esplode proprio a livello amministrativo. Ma c’è da scommettere che ci riproveranno.
Starà al centrodestra avere argomenti solidi e nervi saldi per non farsi coinvolgere in una vicenda in cui sarebbe davvero disonesto, da parte di qualunque osservatore, mettere tutti sullo stesso piano e fare di ogni erba un fascio.
Daniele Capezzone* - Italia chiama Italia
*direttore de Il Velino e portavoce di Forza Italia