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Home / Politica / Ma dov'è stato Fini? - di Margherita Genovese
Wed, 10 Jun 2009 11:23:00

Ma dov'è stato Fini? - di Margherita Genovese


Gianfranco Fini, presidente della Camera


"Il nostro Gianfranco, versione maschile dell’ingrata Veronica, da tempo dà segni di insofferenza per mancato rispetto al suo narcisismo e alle sue note ambizioni personali"

di Margherita Genovese


 

Guarda il video Berlusconi e la Lega: no al referendum. Fini: io vado a votare

E’ apparso improvvisamente, come per il diradarsi di una nebbia padana…subito dopo le parole del premier, che, stanco di una campagna elettorale in solitaria salita, e convinto dal voto ad occuparsi in primis dei ballottaggi, ha dichiarato che non sosterrà il referendum, e lascerà quindi libertà di voto.

Era necessaria quella puntigliosa affermazione di Fini ai giornalisti? Smarcarsi da Berlusconi con una sospetta tempestività ad orologeria? “Io andrò a votare e spero lo facciano tutti gli italiani”. Cos’è, l’ennesima sfida al poverocristo che in quanto a nemici vicini e lontani ha perso la contabilità?

Non nuovo a queste sparate e perciò sorprendentemente simpatico a sinistra (viva la coerenza!), Fini approfitta del suo ruolo istituzionale (ahiahi, quanto male fa quella Presidenza della Camera agli alleati in vena di protagonismo!) per qualche colpo di fioretto.

Il nostro Gianfranco, versione maschile dell’ingrata Veronica, da tempo dà segni di insofferenza per mancato rispetto al suo narcisismo e alle sue note ambizioni personali.

Ha cambiato la sua vita, in privato e in pubblico, senza patire intercettazioni o paparazzate disturbanti, proprio come la Turris Eburnea così protetta dai media (e da quel Cavaliere che ha per marito). Avrebbe potuto tacere, o rispondere più politicamente, offrendo una mano a Silvio, e spiegando che NON sostenere significa NON chiedere, significa lasciare libertà di voto…e gli italiani sono liberi di scegliere, senza che la sinistra possa imputare al premier ANCHE il non raggiungimento del quorum.

No, il bell’uomo si è voluto distinguere; nonostante il sempre conclamato ruolo che, dice lui, dovrebbe tenerlo fuori dal gioco (qualcuno l’ha visto in campagna elettorale?), non si sa come né perché trova sempre il momento più inopportuno per esistere e mostrarsi.

Sentiamo puzza di spocchia, e di una convivenza difficile, iniziata da quel Fare Futuro che ha dato manforte alla fatale accusa di “ciarpame senza pudore”  della impudica Veronica. Ma, come la castellana di Macherio, anche Fini, dinanzi a un divorzio, avrebbe molto da perdere. Qualcuno glielo dica.


Margherita Genovese - Italia chiama Italia


















































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