Leggi anche Dopo gli attacchi di Famiglia Cristiana a Berlusconi Il ritorno del cattocomunismo - di Andrea Verde
Più che “ritorno” al Cattocomunismo, come enuncia il nostro amico Andrea Verde, io parlerei più propriamente di “affermazione” in forma nuova del Cattocomunismo.
Penso che questa impostazione di talebanismo ideologico sia una forma ibrida più recente, emersa dall'avvento di Berlusconi.
Va ricordato che nel dopoguerra, Alcide De Gasperi fu uno degli uomini più pragmatici che la politica italiana abbia avuto e per fortuna capitò al momento giusto al posto giusto. Seppe gestire, infatti, lo strapotere dei Comunisti italiani, foraggiati economicamente dall’Unione Sovietica. Essi, infatti, stettero al gioco liberale, perché sicuri di appropriarsi del potere “quasi” democraticamente. Non dimentichiamoci che il plebiscito per la Repubblica fu stravolto da brogli su cui nessuno volle veramente indagare per non creare una nuova guerra civile. Quel compromesso iniziale fu semplicemente dettato dal fatto che De Gasperi dilazionò i tempi "caldi" in cui si parlava di diventare una Repubblica Socialista, sperando che arrivassero i dollari del famoso Piano Marshall, col boogy woogy e John Waine.
Ma la cosa fondamentale per far perdere il Fronte Popolare (blocco PCI-PSI) alle prime elezioni post-fascismo fu la cosiddetta “scomunica” vaticana contro il Comunismo, nel '49. Questa, in realtà, era una semplice dichiarazione ufficiale che ricordava che i cristiani che professano, difendono e propagano la dottrina comunista si trovano ipso facto in situazione di scomunica, perché sono diventati essi stessi, apostati. Per tale motivo non erano ammessi a ricevere i Sacramenti. Tale dichiarazione è di fatto decaduta solo con il Concilio Vaticano II, dieci anni dopo.
Fino agli anni sessanta (io stesso ho partecipato alle prime manifestazioni nel ’54 per Trieste libera, italiana, e nel ’56 per i fatti d’Ungheria, contro il blocco comunista) l’obiettivo primario dei comunisti era rappresentato dai preti e dalla D.C. che rappresentava il filo atlantismo praticante, come baluardo al bolscevismo.
Vennero poi le famigerate Brigate Rosse con il rapimento nel ’78 di Moro, atto motivato proprio dal compromesso storico (il PCI appoggiava il Governo DC), definito con l’ossimoro: “convergenza tra linee parallele”. La solidarietà nazionale fu necessaria a causa della mancata possibilità di avere governi stabili che, invece, cadevano continuamente: in questo papocchio, le BR intravidero la fine del sogno della Rivoluzione ed in Moro l’artefice.
Qui cominciano gli inciuci delle varie correnti della DC, all’interno della quale spaziava tutto l'arco costituzionale: dai filo liberali ai filo socialisti. Con la caduta del muro di Berlino nell’89, il Comunismo materialista sparisce: si dissolve la paura concreta di perdere la libertà occidentale. Non sussistono neanche più le remore psicologiche dottrinali che dividono i mondi cattolici e comunisti. Costoro cambiano veste esterna, cambiano nome in PDS con Occhetto alla Bolognina che trasforma il PCI in un partito riformatore moderno: cade la falce ed il martello, non parlano più di “rivoluzione”, ma di funzione sociale della politica verso i più deboli, di terzomondo, di Stato assistenziale, di pacifismo sfrenato, di ecoambiente, parlano pefino di Capitalismo controllato; dicono quello che pensano, in sintesi,… i soloni cattolici che commettono il gravissimo errore per un cristiano, di intendere il Vangelo come libro guida per una salvezza immanente, terrena, anziché trascendentale. Non riconoscono (o se lo sono dimenticati) il comandamento di Cristo: date a Cesare quel che è di Cesare,…
Tutto questo lungo preambolo per dire che i Cattocomunisti sono figli del presente (anche se hanno le radici nel passato) spuntati ed emersi allo scoperto da quando il Cavaliere nel ’94 è sceso in campo, proprio per recidere questi dannati laccioli di corrispondenza ideologica anti-liberista che si stavano radicando, fossilizzandosi in Italia, in controtendenza storica mondiale. C’è stato veramente il fondatissimo richio di cadere in una nuova forma di comunismo mascherato dal buonismo, dal “se po’ ffà” nascosto dalle nuove diciture liberal (senza la “e” finale) o riformisti o rinnovatori, oscurate da espressioni americane “I care”, rubate all'ex campo imperialista, militarista, capitalista: tutta una meschina propaganda... alla quale qualcuno ha abboccato come la cernia Rosy Bindi. Se fosse nata in Iran sarebbe in prima fila a manifestare per Ahmadinejad. I fondamentalisti sono e saranno sempre integralisti.
Quando il Papa diceva che "si" scomunicava da solo chi votava comunista, quelli, allora, erano gli stessi ad essere i più forsennati anticomunisti che venivano a rompere i coglioni a noi, che scouts, preferivamo le scampagnate per glorificare Dio nella Natura, anziché stare in canonica ad elucubrare l'Infinito. Noi alle loro prese in giro perché eravamo in divisa (squadristi militaristi) rispondevamo a tono: Venite all'aria aperta a divertirvi, anziché a stare chiusi in una stanza a farvi le “pippe”... col cervello.
Roberto Pepe - Italia chiama Italia